Dopo il cammino del fuoco del 2023 e quello dell’acqua del 2024, quest’anno Repubblica nomade organizzerà un nuovo cammino: del sole e del vento.

Questo cammino si svolgerà in Sardegna, da Portoscuso all’Area Archeologica di Tharros, nella seconda metà del mese di giugno 2025. Si intitola così perché il vento e il sole -fonti rinnovabili di energia- saranno i suoi temi principali.

Attraverseremo infatti zone dove vi sono comunità energetiche e gruppi di lotta, e sarà un’occasione -oltre che per camminare in Sardegna che già avevamo attraversato nel giugno del 2015- anche per confrontarci sul modo migliore di fare fronte alle future esigenze senza avvelenare ancora di più l’atmosfera con l’aumento ormai insostenibile di gas prodotti da combustibili fossili, fonte di inquinamento e surriscaldamento del nostro pianeta.

Quali sono da preferire tra le energie rinnovabili? Quali i prezzi da pagare? Quali i benefici? Quali i costi? Quali forze economiche spingono in un senso o nell’altro per i loro interessi particolari?
Sono domande cruciali, tanto più in questo momento di non ritorno per la nostra vita di specie, in cui stiamo toccando con mano gli esiti di questa colpevole sottovalutazione, con catastrofi ambientali, alluvioni… Ma abbiamo di fronte l’indifferenza criminale e l’ostilità dei poteri umani irresponsabili, rapaci e suicidi che, persino in un momento simile, spingono verso il continuo consumo di combustibili fossili. Mai come adesso, in un momento in cui dovremmo unire le nostre forze di terrestri per fronteggiare una simile sfida epocale, il mondo è invece attraversato da deliri tecnologici e guerre devastanti e suicide, in un’accelerazione che ha l’aspetto patologico della follia.

Di tutte queste cose parleremo nei nostri incontri, attraversando zone gremite di pale eoliche e dove vi sono comunità mobilitate su questi temi. Abbiamo bisogno di nuove proposte e prefigurazioni, per uscire dal vicolo cieco in cui ci siamo cacciati.

Chiediamo a chi è sensibile a questi temi di unirsi a noi in questo nuovo cammino. Bisogna continuare a far sentire la nostra voce, il nostro grido, dobbiamo comunicare questa emergenza non solo con le parole ma anche con gesti psicofisici totali, come quello di camminare insieme sulla linea dell’orizzonte, per spostare il nostro orizzonte.

Antonio Moresco

Sarà un  cammino a piedi di circa 300 Km, con il quale ci proponiamo di approfondire e – se possibile – prendere parte al dibattito in corso in Sardegna sul presente e il futuro delle energie rinnovabili. Siamo al corrente dei progetti in divenire nell’isola, della discussione politica istituzionale, delle mobilitazioni popolari, delle iniziative che stanno crescendo e ci siamo persuasi che si tratti di una vicenda non locale, ma almeno nazionale e potremmo dire anche universale.

Il superamento delle fonti fossili di energia è una necessità di cui tutti sono ormai coscienti, ma i modi, i tempi, le caratteristiche della transizione verso le fonti rinnovabili sono ancora da mettere a fuoco. Non ci pare che sia una discussione meramente tecnica, ma che riguardi una visione d’insieme sul modello di società che immaginiamo per il futuro, in un momento di gravissima emergenza per la vita stessa del pianeta.

La nostra associazione da una dozzina di anni organizza cammini che affrontano tematiche legate alle emergenze sociali ed ecologiche del nostro tempo. Lo scorso anno abbiamo camminato fra Ravenna e Campi Bisenzio (Firenze) nei luoghi colpiti dalle alluvioni, interrogandoci sull’uso e il consumo dei suoli, sulla tutela del territorio, sulla mitigazione degli effetti dei mutamenti climatici. 

Quest’anno abbiamo pensato di partire dal Parco Eolico di Portoscuso e di arrivare al sito archeologico di Tharros, simbolo della cultura e dell’identità sarda, per sostenere l’idea che il processo di cambiamento può e deve avvenire nel quadro di valori storici, paesaggistici e culturali consolidati come bene comune. È un tema che riguarda la Sardegna ma anche il resto d’Italia.

I nostri sono cammini di conoscenza e di approfondimento e il nostro intento in Sardegna è di comprendere meglio i termini del dibattito e anche di contribuire, nel nostro piccolo, ad allargarlo e renderlo il più aperto e democratico possibile. Siamo convinti che le emergenze del nostro tempo debbano essere affrontate dalla collettività nel suo insieme, coinvolgendo i cittadini.

Il nostro intento, durante il cammino, è di incontrare amministratori locali, associazioni, comitati, esperti e cittadini comuni, nella speranza che anche stavolta, come avvenuto in passato, camminare insieme aiuti tutti – noi e le persone che incontriamo – a fare un passo avanti insieme.

Lorenzo Guadagnucci