{"id":1752,"date":"2012-05-31T13:39:17","date_gmt":"2012-05-31T11:39:17","guid":{"rendered":"http:\/\/camminacammina.wordpress.com\/?p=1752"},"modified":"2012-05-31T13:39:17","modified_gmt":"2012-05-31T11:39:17","slug":"calabria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/index.php\/2012\/05\/31\/calabria\/","title":{"rendered":"Calabria"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giovanni Giovannetti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Stella d&#8217;Italia. Statale 106 e ritorno laggi\u00f9, nel profondo nord<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il treno ferma alla stazione di Santa Caterina Marina, Calabria jonica. Fabiola mi ha dato appuntamento l\u00ec sulla piazzetta, ma non la vedo. L&#8217;anno prima con lei ho condiviso molte tappe del Cammina cammina da Milano a Napoli. Sua \u00e8 l&#8217;organizzazione del braccio calabro di questa nostra Stella d&#8217;Italia. Eccola arrivare: \u00abFinalmente Giovanni, fatto buon viaggio?\u00bb \u00abCiao Fabi\u00bb. Baci, abbracci, commozione. Fabiola e gli altri sono in marcia da dieci giorni. Del nutrito drappello partito da Reggio Calabria il 12 maggio rimangono lei, Marina, Antonio e Graziella. A Caulonia li ha raggiunti Erica, altra \u201creduce\u201d dell&#8217;anno prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fabiola, ferroviera bolognese, spende qui le sue ferie. La milanese Marina \u2013 laureata in Economia e mamma a tempo pieno \u2013 fa parte di \u201cMovimento lento\u201d. Erica invece \u00e8 laureata in chimica nonch\u00e9 precaria. Graziella e Michele sono insegnanti in pensione. Vivono a l&#8217;Aquila, la meta finale di questo nostro cammino.<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Guardavalle<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fabi \u00e8 con Antonio detto Tot\u00f2 (\u00abToto per gli amici\u00bb), assessore al Turismo al Comune di Guardavalle, di cui siamo ospiti. Qui c&#8217;\u00e8 l&#8217;alternanza e ora tocca al centrodestra, uscito vittorioso dalle ultime elezioni con \u201cben\u201d 37 voti di scarto. \u00abToto per gli amici\u00bb militava in Ordine Nuovo insieme a Delle Chiaie, che dice d&#8217;aver conosciuto assai da vicino. Non posso nascondermi, lo dico, sono di sinistra, ma oggi da cittadini \u201cmilitanti\u201d siamo chiamati a fronteggiare ben altre emergenze nazionali, dicotomie ben pi\u00f9 urgenti, che so, legalit\u00e0\/illegalit\u00e0, verit\u00e0\/menzogna, ecc. ecc.; dico belli i tempi in cui ci si scazzottava mossi da opposte passioni e lo scontro era ideologico; dico oggi si deve fare fronte alla malapolitica incolore e venale del nostro tempo, all&#8217;affarismo al clientelismo e alla corruzione. Toto \u00e8 perplesso, aggiunge altro vino al mio bicchiere e cambia discorso: \u00abSai, qui sulla spiaggia in agosto nidificano le tartarughe marine. \u00c8 la \u201cCaretta caretta\u201d, una specie molto diffusa nel Mediterraneo che, misteriosamente, torna a deporre le uova nel luogo nat\u00eco\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Guardavalle, 6mila abitanti. Mass\u00ec, \u00e8 il paese di Carmelo Novella detto compare Nuzzo. Alle ore 18.30 del 14 luglio 2007, al bar \u201cReduci e combattenti\u201d due sicari lo ammazzano a revolverate. Ma non siamo in riva allo Jonio, bens\u00ec a San Vittore Olona, profondo nord, e Novella sedeva ai vertici della \u201cLombardia\u201d, la \u201cquarta sponda\u201d delle tre Province storiche della &#8216;Ndrangheta calabrese (ionica, tirrenica e reggina). Lui, compare Nuzzo, voleva una maggiore autonomia dalla \u201cterra madre\u201d: \u00abfare da soli\u00bb? Nemmeno a parlarne, e lo fanno fuori, su mandato del compaesano Vincenzo Gallace, un tempo storico alleato del Novella e sodale di altre storiche famiglie \u201cdi rispetto\u201d, come gli Andreacchio, migrati ad Anzio e Nettuno, arrestati nel luglio 2010 per associazione mafiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Argomenti nemmeno sfiorati. Dopo cena Toto ci accompagna alla scuola presso cui pernotteremo. Mi abbraccia e si congeda: \u00abCiao amico mio\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Badolato<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quass\u00f9 a trecento metri d&#8217;altura lontani dal litorale fa persino freddo. Guardavalle, Badolato, Soverato, Montauro, Squillace&#8230; lungo la costa, questi abitati millenari sorgono all&#8217;interno, cos\u00ec da renderli meno vulnerabili alle antiche incursioni saracene. Paesi pi\u00f9 volte distrutti e ricostruiti dopo un terremoto (devastante quello del 1783); paesi spopolati dalle massicce ondate migratorie del Novecento: norditalia, Svizzera, Germania, Francia, Belgio, americhe&#8230; viaggio sola andata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analogo biglietto anche per i profughi curdi sbarcati proprio qui tra il 1997 e il 2010, che in Calabria hanno trovato lungimirante ospitalit\u00e0 nelle case vuote del centro storico di Riace o Caulonia o Badolato, inaugurando un duraturo modello di accoglienza e integrazione. Lontani dal rappresentare quel problema tanto ostentato dai tromboni populisti, per la Calabria questi immigrati si sono rivelati soluzione e al tempo stesso risorsa. L&#8217;esperienza ci \u00e8 consegnata da Wim Wenders nel suo cortometraggio <em>Il volo<\/em>. Per il regista tedesco \u00abla vera utopia non \u00e8 la caduta del muro, ma quello che \u00e8 stato realizzato in alcun paesi della Calabria. L\u00ec ho visto davvero un mondo migliore\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da Guardavalle a Santa Caterina la strada \u00e8 battuta da un forte vento. Sulla piazza si fa avanti l&#8217;anziano Pasquale. \u00c8 lo zio del sindaco, si informa e subito chiama il nipote per un breve saluto bagnato da un caff\u00e8. Pasquale vuole accompagnarci in visita all&#8217;antico paese semideserto: la millenaria \u201cPorta dell&#8217;acqua\u201d (l&#8217;unico rimasto dei quattro varchi medievali nella cinta muraria); la secentesca chiesa di Santa Maria Assunta ricostruita dopo che, il 29 luglio 1983, un drammatico incendio aveva distrutto gran parte del centro abitato. Arriviamo fino a un dirupo. Il paesaggio \u00e8 di quelli mozzafiato. Lui trascrive i nostri indirizzi e numeri del telefono e noi riprendiamo il cammino per Badolato. Pasquale chiamer\u00e0 ogni giorno, sempre gentile, offrendo collaborazione e aiuto. In fondo, per tremila passi \u00e8 stato dei nostri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Soverato<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lasciamo Badolato imboccando alla Chiesa degli Angeli un sentiero scosceso coperto da arbusti. Gi\u00f9 nel fondovalle, alla statale 106 preferiamo l&#8217;arenile e il bagnasciuga. Spiagge bianchissime a perdita d&#8217;occhio, solcate dagli estuari di guadabilissimi corsi d&#8217;acqua. Il monotono battere delle onde marine rumoreggia tanto quanto i tuoni in cielo, foriero di pioggia incombente. Il nubifragio ci sorprende ancora in spiaggia, ma ormai siamo a meta. A Soverato ci attendono gli amici del comitato \u201cSalviamo il paesaggio\u201d e di \u201cSlow Food Soverato\u201d, con cui saliamo in paese. Fotografie, abbracci, buon vino e libagioni. Marisa Gigliotti, architetto, ha scritto una lettera di benvenuto:<br \/>\n\u00abCari amici di Stella d&#8217;Italia, nel vostro lungo cammino oggi incontrate noi in questo territorio e vi diamo il benvenuto. La nostra bella terra, come avete visto, in molti tratti \u00e8 stata violentata e deturpata, soprattutto lungo il litorale. Il Comitato insieme alle associazioni culturali (Slow Food Soverato versante jonico, Unicef, Imprinting, Legambiente, Fidapa Soverato, Istituto tecnico Malafarina, Lions Squillace Cassiodoro) ed ai cittadini aderenti sta creando una mobilitazione per fermare la cementificazione. Soprattutto ci siamo rivolti ai giovani perch\u00e9 apprezzino e conoscano l&#8217;ambiente in cui vivono e ne garantiscano la salvaguardia. I luoghi che visiterete oggi (Soverato Superiore) vi daranno uno spaccato della storia di questo territorio; lungo il percorso ci saranno le vedute sull&#8217;antico sito di Soverato Vecchio abbandonato da secoli. Avrete la visione di quanto siano importanti i corsi d&#8217;acqua per l&#8217;economiae l&#8217;identit\u00e0 dei luoghi: ci batteremo per salvaguardare e ripristinare gli antichi equilibri ed evitare le conseguenze catastrofiche che si verificano quando piove con un po&#8217; pi\u00f9 di abbondanza. Avrete visto dopo le belle spiagge tra cui quelle di Santa Caterina dove si schiudono le uova delle tartarughe, anche i massicci complessi edilizi, frutto di costruzioni abnormi legalizzate e che invadono anche gli alvei dei fiumi e degli arenili. Vogliamo preservare le colline ulivetate, gli orti dei terrazzamenti, gli agrumenti, i frutteti perch\u00e9 indispensabili per la sopravvivenza di un&#8217;agricoltura di piccola scala che \u00e8 testimone di tanta sapienza contadina. Tra i progetti Slow Food c&#8217;\u00e8 quello della valorizzazione di un prodotto in via di estinzione, la \u201ccupeta di Montepaone\u201d fatto artigianalmente dal maestro cupetaro Bruno Plat\u00ec e che ha tra i suoi ingredienti il sesamo. Vi diamo una tavoletta di questo croccantino che con il suo miele vi potr\u00e0 ristorare e dare energia lungo il cammino. E infine vi accogliamo a Soverato Superiore dove i soci Slow Food e le donne de \u201cu chianu\u201d vi faranno conoscere alcune piccole prelibatezze e vi faranno visitare il nostro tesoro artistico: la Piet\u00e0 del Gagini nella chiesa parrocchiale. Con Affetto, Marisa Gigliotti\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Antonio ci accompagna in visita alla chiesa matrice di Maria Santissima Addolorata, dove \u00e8 custodita la <em>Piet\u00e0<\/em>, splendida e mutilata e restaurata dopo il terremoto 1783. Lo scultore siciliano Antonello Gagini \u00e8 stato un felice protagonista del nostro Rinascimento. La sua <em>Piet\u00e0<\/em> deve molto al Michelangelo presso il quale soggiorn\u00f2 a Roma tra il 1504 e il 1506. Ma l&#8217;eccellenza dei drappeggi rende merito a una mano niente affatto inferiore a quella del maestro aretino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Salutiamo gli amici di Soverato Superiore portando con noi il ricordo di una straordinaria accoglienza, e negli zaini buone scorte di crispelle alla farina di ceci e di castagne cucinate l\u00ec per l\u00ec dalla mamma di Antonio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Squillace<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mafie, corruzione, paternalismo, agricoltura feudale a latifondo, aristocrazie saldamente al potere. Certo, agli albori dell&#8217;unit\u00e0 nazionale la \u201cquestione meridionale\u201d verteva sulla vocazione produttiva sostanzialmente agricola, e tuttavia ben lontana dagli standard proto-capitalisti delle regioni settentrionali. Niente lavoro, niente pane, nessuna possibilit\u00e0 locale di riscatto e di emancipazione sociale; dunque emigrazione. Oggi non si emigra pi\u00f9 per fame, ma in cerca di migliori opportunit\u00e0 lavorative o esistenziali, mentre mafie e corruzione al nord aprono l&#8217;inedito fronte della \u201cquestione settentrionale\u201d: fronte politico, economico, morale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arriviamo a Squillace in forte ritardo. Alle porte ci accoglie l&#8217;assessore Giuseppe Manoiero e con lui saliamo in Municipio. Nella sala consiliare incontriamo giunta e consiglieri. Il sindaco Guido Rhodio \u00e8 un politico navigato, gi\u00e0 presidente della Regione Calabria dal 1992 al 1994. Lo ricordiamo tra i fautori del Comitato per le Regioni europee, e con i fondi europei la sua amministrazione sta progressivamente finanziando il recupero monumentale della storica cittadina, gi\u00e0 sede vescovile: le salite a porfido, l&#8217;antico castello normanno, il convento di Santa Chiara di fronte al vescovado sulla splendida piazza del Duomo. Qui \u00e8 nato Guglielmo Pepe, tra i \u201cpadri\u201d del nostro Risorgimento. Si dice che Squillace l&#8217;abbia fondata Ulisse di ritorno da Troia; ne \u00e8 convinto Armin Wolf, appassionato archeologo dell&#8217;universit\u00e0 di Heidelberg, al punto da abitare in questo borgo in pianta stabile. Squillace \u00e8 poi citata da Virgilio nell&#8217;<em>Eneide <\/em>(\u00abHinc sinus Hercules si vera est fama Tarenti cernitur, attolit se diva Iacinia contra. Caulonisque arces et navifragum Scylaceum&#8230;\u00bb \/ \u00abprima ci si scopre il golfo di Taranto, fondata \u2013 com&#8217;\u00e8 voce \u2013 da Ercole, di fronte a cui si levano il tempio di Lacinia, il promontorio di Caulone e l&#8217;antica Squillace, pericoloso porto di navi&#8230;\u00bb).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Maida<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel suo fortunato libro <em>Ai figli dei figli<\/em> Gay Talese racconta del padre Giuseppe, emigrato bambino a fine Ottocento dalla Calabria a Brooklyn. Era di Maida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 fatta sera, e per don Claudio Piccolo Longo \u00e8 l&#8217;ora della messa. Ci viene allora incontro Massimiliano, e con lui raggiungiamo i locali di un&#8217;azienda agricola, i cui ricavi vanno a finanziare le missioni nell&#8217;ambito dell&#8217;\u201cOperazione Mato Grosso\u201d. I piedi quasi mi sanguinano, vesciche ovunque, finiti anche i Compeed, e quel letto a castello era ormai uno splendido miraggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi il don \u00e8 pendolare tra Maida e la fattoria, cos\u00ec come in passato tra la Calabria e le missioni del Brasile o in Per\u00f9 al confine con la Bolivia. Qui si tengono campi di lavoro. Giusto un anno fa \u00e8 stata offerta accoglienza temporanea a 35 giovani tunisini allo sbando dopo lo sbarco a Lampedusa e diretti in Francia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci disponiamo a cerchio nella sala parrocchiale. Ci sono scout, un assessore (di Rifondazione comunista) alcuni consiglieri (di Rifondazione comunista) e alcuni iscritti a Rifondazione comunista: scout e \u201ccomunisti\u201d e scout \u201ccomunisti\u201d, tutti \u201cfigli\u201d di don Claudio, in questo paese dove il \u00abpartito comunista\u00bb (cos\u00ec lo chiama) ovvero Rifondazione \u00e8 al 18 per cento e vince le elezioni. A cena don Claudio vuole notizie su Grillo e il grillismo; dico peste e corna del primo \u2013 pi\u00f9 pupo che puparo, giochino del guru Casaleggio \u2013 e bene dei suoi giovani sognatori adepti, confidando in un loro progressivo smarcamento dal razzistone genovese. Don Claudio lamenta il mancato rinnovamento della classe dirigente del Paese e nel paese. Fissa lo sguardo su uno degli scout rifondaroli:<br \/>\n\u00abCon voi sono incazzato\u00bb<br \/>\n\u00abE perch\u00e9 mai\u00bb<br \/>\n\u00abInvece di mandarlo a casa ve lo siete fatto alleato. Altro che rinnovamento!\u00bb<br \/>\n(Sindaco di Maida \u00e8 Natale Amantea, Partito dei Comunisti italiani. Ha quasi ottant&#8217;anni ed \u00e8 al sesto mandato. Ha vinto le ultime elezioni condividendo con Rifonda la lista civica \u201cInsieme per Maida\u201d).<br \/>\n\u00abSe vogliamo vincere e contare qualcosa&#8230;\u00bb<br \/>\n\u00abPrima vengono i princ\u00ecpi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Don Claudio nota il mio passo claudicante e le vesciche ai piedi. Il giorno dopo mi doner\u00e0 i suoi sandali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Lamezia <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;edificio che ospita il centro per disabili migranti e marginali \u201cPensieri e Parole\u201d \u2013 confiscato ai Torcasio, &#8216;Ndrangheta \u2013 se l&#8217;\u00e8 preso don Giacomo Panizza nel 2002. Nessuno lo ha voluto a parte lui, questo prete capace di spezzare la catena della paura e di altre iniziative lungimiranti. Lo hanno allora minacciato di morte, hanno tagliato i freni all&#8217;auto, preso a pistolettate una finestra e la serranda dell&#8217;edificio confiscato. Cos\u00ec che Lamezia \u00e8 scesa in strada a difendere il suo prete, isolando i criminali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Don Panizza ostenta un pragmatismo avvolgente e coinvolgente. Lo incontriamo alla biblioteca di Nicastro, insieme al sindaco Giovanni Speranza e all&#8217;associazione \u201cLa strada\u201d, tra le pi\u00f9 impegnate nell&#8217;accoglienza ai migranti. Ci racconta l&#8217;esperienza di \u201cProgetto Sud\u201d, ne illustra i princ\u00ecpi cardine, parla del coraggio della nonviolenza, dello stare insieme sia pure tra persone e culture differenti, anche tra ideologie differenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prende la parola Massimo Berlingeri detto Ciai\u00f2, e legge in anteprima il discorso che a giorni terr\u00e0 al ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca, in arrivo a Lamezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abMi chiamo Ciai\u00f2 e sono un Rom nato e cresciuto per troppo tempo nell&#8217;accampamento di contrada Scordovillo. Un campo pieno zeppo di box e prefabbricati e separato dal resto del mondo da un muro alto tre metri. Un campo temporaneo che \u00e8 l\u00ec da 30 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono un Rom che stasera ha la possibilit\u00e0 di raccontare ad un Ministro della Repubblica la storia di un Ciai\u00f2 e di come le cose, a volte avvengono. \u00c8 una storia che inizia con l&#8217;immagine di un gruppo di ragazzi e ragazze italiane dell&#8217;associazione \u201cLa strada\u201d, che per primi sono entrati nel campo di Scordovillo e che sarebbero poi tornati tutte le mattine a svegliare, sollecitare, convincere noi bambini per essere il pi\u00f9 possibile noi presenti a scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E la scuola \u00e8 stata la mia prima chiave per uscire dal campo. Nel 1998 all&#8217;interno di un corso organizzato dalla comunit\u00e0 \u201cProgetto Sud\u201d, insieme agli altri ragazzi del campo, abbiamo incominciato a parlare di lavoro. Per chi nasce in un campo Rom l&#8217;aspettativa di un lavoro \u00e8 legata soprattutto alla raccolta del ferrovecchio o al lavoro nei mercati della frutta. In quel corso abbiamo, invece, capito che potevamo costruirci un altro lavoro. Che potevamo fare un lavoro in squadra. Che potevamo fare un&#8217;impresa. E cos\u00ec nacque la cooperativa \u201cciarapan\u00ec\u201d composta da ragazzi e ragazze Rom e anche da italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nome ciarapan\u00ec, nel linguaggio Rom, vuol dire una tenda che protegge. Insieme alla costituzione della cooperativa abbiamo elaborato il piano d&#8217;impresa: volevamo occuparci di raccolta differenziata dei rifiuti con il metodo porta a porta in una regione in cui si parlava solo di discariche per lo pi\u00f9 abusive. Abbiamo presentato il piano al Comune e siamo riusciti a superare scetticismo e diffidenza. E poi abbiamo convinto anche Banca etica a finanziarci l&#8217;avvio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E cos\u00ec nel 2001 abbiamo ottenuto che in una parte della citt\u00e0 di Lamezia Terme venisse avviata la raccolta porta a porta. Ma il nostro compito non si limitava solo a raccogliere le buste con la carta e con la plastica. Dovevamo educare i cittadini a differenziare nel miglior modo possibile i rifiuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un gruppo di Rom con la divisa da lavoro che spiegava come fare bene la raccolta differenziata. Da non crederci. Ancora oggi ci occupiamo di raccolta differenziata a Lamezia Terme e giusto la settimana scorsa abbiamo raggiunto quota 30 milioni di chili di rifiuti raccolti in modo differenziato all&#8217;inizio dell&#8217;attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non ci siamo fermati qui. Abbiamo aiutato altre cooperative della Calabria a promuovere nei Comuni pratiche di raccolta differenziata dei rifiuti. Abbiamo anche ottenuto la certificazione di qualit\u00e0 per la progettazione di servizi di raccolta porta a porta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi anni di fare cooperazione non \u00e8 mai venuta meno la voglia di inventarci il lavoro. \u00c8 successo che anche con l&#8217;Azienda Sanitaria di Lamezia a cui abbiamo proposto la costruzione e la gestione di un parcheggio a pagamento. E siccome l&#8217;Azienda sanitaria non aveva fondi per costruirlo allora li abbiamo messi noi. Abbiamo presentato il piano d&#8217;impresa alle banche di cui siamo soci e le banche ci hanno dato ancora una volta fiducia. E al parcheggio dell&#8217;ospedale lavorano Rom e anche ragazzi che arrivano dal sud del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lavoro la mia seconda chiave per uscire dal campo. Il lavoro con la dignit\u00e0 che si porta dietro mi ha permesso di cominciare a pensare anche a un progetto di vita che andasse fuori dagli schemi tradizionali. Ho cominciato a pensare a metter su famiglia non necessariamente con una ragazza Rom. E cos\u00ec \u00e8 stato. Ho una famiglia, ora. Ho dei figli che frequentano scuola e palestre. Ho dei figli che riesco a seguire grazie, anche, ad un piano di orari lavorativi flessibile. Un piano che abbiamo fatto insieme lavoratori e dirigenti nell&#8217;ambito di un progetto \u201cTempi solidali\u201d che \u00e8 stato anche premiato dal ministero Pari opportunit\u00e0. E grazie al lavoro ho trovato una casa al di fuori del recinto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La casa: la mia terza chiave per uscire per sempre dal campo. Signor Ministro, questa \u00e8 la storia del Rom Ciai\u00f2 che, grazie al diritto a frequentare la scuola, al diritto ad avere un lavoro dignitoso e al diritto ad avere una casa, oggi si pu\u00f2 riconoscere pienamente come cittadino italiano\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ritorno<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Raggiungo l&#8217;aeroporto di Lamezia camminando zaino in spalla. Chiamo Irene. Dice che a Pavia il direttore sociale dell&#8217;Asl Giuseppe Imbalzano ha pubblicamente illustrato quale fosse a suo dire la differenza tra le torte e gli ebrei, questa: \u00able trote nel forno non gridano\u00bb. Sempre a Pavia, il sindaco antindrangheta eletto a sua insaputa con i voti della &#8216;ndrangheta ora \u00e8 il capofila dei \u201cformattatori\u201d, ieri a convegno in una sala cittadina. In prima fila riconosciamo Luigi Greco, indicato quale socio in affari e prestanome di un incarcerato per mafia. Poco distante \u00e8 in ascolto Ettore Filippi: nelle sue liste ha ospitato i candidati suggeriti dal capo della &#8216;ndrangheta lombarda Pino Neri. L&#8217;altro ieri il sindaco \u201cformattatore\u201d ha confermato il Filippi quale suo rappresentante nel Cda dell&#8217;ospedale San Matteo e il figlio Luca alla presidenza di Asm Lavori. Il 29 maggio 2012 padre e figlio sono raggiunti da un avviso di garanzia: l&#8217;accusa ipotizzata \u00e8 associazione a delinquere, corruzione e truffa. \u00c8 il nuovo che avanza, nell&#8217;agghiacciante frigorifero padano di questo sprofondo nord.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni Giovannetti Stella d&#8217;Italia. Statale 106 e ritorno laggi\u00f9, nel profondo nord Il treno ferma alla stazione di Santa Caterina Marina, Calabria jonica. Fabiola mi ha dato appuntamento l\u00ec sulla piazzetta, ma non la vedo. L&#8217;anno prima con lei ho condiviso molte tappe del Cammina cammina da Milano a Napoli. 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