{"id":1989,"date":"2012-06-13T14:25:58","date_gmt":"2012-06-13T12:25:58","guid":{"rendered":"http:\/\/camminacammina.wordpress.com\/?p=1989"},"modified":"2012-06-13T14:25:58","modified_gmt":"2012-06-13T12:25:58","slug":"la-memoria-delle-pietre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/index.php\/2012\/06\/13\/la-memoria-delle-pietre\/","title":{"rendered":"La memoria delle pietre"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>In cammino verso L&#8217;Aquila, tra Francigena e Aurelia<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Di <strong>Giovanni Giovannetti<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_1993\" aria-describedby=\"caption-attachment-1993\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/camminacammina.files.wordpress.com\/2012\/06\/pietrasanta-lucca.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1993\" title=\"pietrasanta-lucca\" src=\"http:\/\/camminacammina.files.wordpress.com\/2012\/06\/pietrasanta-lucca.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/pietrasanta-lucca.jpg 960w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/pietrasanta-lucca-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/pietrasanta-lucca-600x450.jpg 600w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/pietrasanta-lucca-135x100.jpg 135w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1993\" class=\"wp-caption-text\">Foto: Alessandra Licheri<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: center;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aulla \u00e8 stretta dall&#8217;acqua: a ovest il fiume Magra, a sud e a nord i torrenti Aulella e Taverone. Qui ancora si piangono i due morti della devastante alluvione del novembre 2011. Lungo il Magra molte case sono in alveo, e questo rende conto di molte cose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Raggiungo qui i \u201cliguri\u201d partiti da Genova il 27 maggio. Disegnando questo \u201cbraccio\u201d, la sosta in Lunigiana ci era parsa un piccolo segno di solidale affetto verso chi gi\u00e0 l&#8217;anno prima ci aveva ospitati in cammino verso Napoli. Ora si va a L&#8217;Aquila, e a collegare Aulla al capoluogo abruzzese pu\u00f2 bastare il motivo di fondo di questa nuova impresa, sintetizzabile in \u201cterremoto terremotati terremotanti\u201d. S\u00ec, terremotanti, in questo moto dal basso che vuole unire menti e corpi di persone diverse ma corali nell&#8217;affermare il principio della cittadinanza solidale, non a caso uno dei punti elettivi della carta costituzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad Aulla ritrovo don Giovanni, parroco dell&#8217;antica abbazia di San Caprasio. Qui al Museo della Francigena, l&#8217;anno scorso incontrammo Paola Scarsi in un serrato pubblico dialogo su quanto hanno in comune il pellegrinaggio devozionale \u201cinteriore\u201d e quello dichiaratamente laico del \u201cCammina cammina\u201d 2011: credenti o meno, siamo cittadini militanti intenti a testimoniare quel \u201cpi\u00f9\u201d che unisce in questo nostro Paese lacerato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rivedo anche Riccardo Boggi, intelligente cultore di storia locale. Anche quest&#8217;anno Giovanni e Riccardo hanno organizzato un incontro, pi\u00f9 ristretto. Intorno al tavolo siamo una quindicina: due preti, tre suore, camminatori e pubblico. Stella d&#8217;Italia \u00e8 ormai in marcia da quasi un mese e provo a farmi testimone qui al nord di quanto ho visto e sentito camminando in Calabria. Concludo leggendo la lettera del Rom Ciai\u00f2 di Lamezia sui tre momenti che hanno segnato la sua vita: la scuola, un lavoro, una casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prende la parola Laura: racconta l&#8217;arrivo ad Aulla dei profughi scampati alla Libia incendiata dalla guerra civile: \u00abQuando c&#8217;\u00e8 stata l&#8217;alluvione loro si erano offerti, ma la burocrazia ha per molto tempo impedito che intervenissero in nostro aiuto\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sarzana e poi Avenza<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pioggia torrenziale sopra un percorso accidentato. Le strade sono torrenti. Ci inerpichiamo per saliscendi spaccagambe, lungo sentieri infangati: Bibola, Vecchietto e ancora su, a colmare un dislivello di notevole entit\u00e0. Lass\u00f9 incontriamo la nebbia, ma sono le nubi del temporale viste da dentro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con Stella d&#8217;Italia oggi cammina Angelo, geometra in pensione, amante del Tibet e delle belle donne. \u00c8 partito solitario da Fidenza e vuole arrivare a Roma. Il motivo del suo viaggio nemmeno lui sa dirlo. Rester\u00e0 con noi, e una volta giunto alla sua meta promette di raggiungerci a L&#8217;Aquila.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entriamo stremati a Sarzana. Solo 16 chilometri, eppure pioggia e fango e saliscendi ne hanno fatto quasi un&#8217;epica Odissea. Passiamo nei pressi del convento di San Francesco. L&#8217;anno scorso qui avevo raccolto la storia di Luigi, il cinquantenne macellaio disoccupato, costretto a chiedere l&#8217;elemosina e un letto al prete magnanimo, di nascosto da quell&#8217;altro, che lo aveva cacciato dalla sua borghese chiesa per benpensanti nel centro cittadino. A volte nemmeno la carit\u00e0 unisce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma quante Chiese ci sono? Quel prete di certo non era a Cosenza il 30 settembre 2008, dunque non sapeva che il Cardinale Dionigi Tettamanzi in quella sede aveva messo in guardia dal rischio che \u00absia pure in buona fede, anche la Chiesa partecipi pi\u00f9 o meno direttamente a questo processo di emarginazione dei pi\u00f9 derelitti, dei pi\u00f9 poveri o dei pi\u00f9 indifesi. Ne sia un esempio il divieto sostenuto anche da alcune personalit\u00e0 del mondo della Chiesa di vietare l\u2019elemosina e altri atteggiamenti tipici della povera gente\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E a quale Chiesa appartiene il Cardinale Raffaele Martino? Dalle pagine del \u201cCorriere della Sera\u201d, ha definito l&#8217;elemosina \u00abun diritto\u00bb e la sua proibizione \u00abinaccettabile\u00bb (8 agosto 2008). Lo stesso Cardinale avverte: \u00abse in una citt\u00e0 o in un quartiere ci sono persone che per sopravvivere hanno bisogno di chiedere l&#8217;elemosina o rovistare nei rifiuti vuol dire che in essi \u00e8 a rischio molto di pi\u00f9 che l\u2019igiene o il decoro ambientale\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">N\u00e9 quel prete era a Roma il 16 febbraio 1997, quando Giovanni Paolo II avvert\u00ec che l\u2019elemosina, lungi dal ridursi a qualche episodica offerta di denaro, \u00e8 assunzione di un atteggiamento di condivisione e di accoglienza: \u00abBasta \u201caprire gli occhi\u201d, per scorgere accanto a noi tanti fratelli che soffrono, materialmente e spiritualmente\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel prete \u00e8 sembrato insensibile persino alle parole di Benedetto XVI, in particolare all&#8217;incoraggiamento da lui rivolto alle \u00abparrocchie ed ogni altra comunit\u00e0 ad intensificare in Quaresima la pratica del digiuno personale e comunitario, coltivando altres\u00ec l&#8217;ascolto della Parola di Dio, la preghiera e \u2013 udite udite \u2013 l&#8217;elemosina\u00bb (messaggio per la Quaresima 2009).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma valga per tutti la parola dei Vangeli: \u00abCi\u00f2 che avete fatto a uno di questi pi\u00f9 piccoli, l&#8217;avete fatto a me\u00bb (Matteo 25,40).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Pietrasanta<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Enio Mancini oggi \u00e8 settantenne. Quando i suoi anni erano sei, \u00e8 miracolosamente scampato alla strage nazifascista di Sant&#8217;Anna di Stazzema, minuscolo paese di montagna poco distante da Pietrasanta. Ci raggiunge alla Casa della Rocca presso cui siamo ospiti. Per questo incontro suor Ginetta ha concesso la \u201csala del camino\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sant&#8217;Anna. Tra le case sparse di questi pascoli montani nell&#8217;estate 1944 avevano trovato rifugio centinaia di sfollati dal sottostante litorale tirrenico. La guerra pareva lontano affare di eserciti, disposti sui due lati della vicina Linea gotica: di l\u00e0 gli alleati; di qua tedeschi e repubblichini, oltre a qualche brigata partigiana in disturbo sui monti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mattina del 12 agosto 1944 il paese \u00e8 circondato da reparti tedeschi della 16\u00aa SS Panzer-Grenadier Division di Max Simon accompagnati da repubblichini del posto a volto coperto. In zona anche la 4\u00aa compagnia del battaglione esplorante guidata da Walter Reder. Assassini con la divisa. Cercavano partigiani e hanno trovato donne vecchi e bambini, rimasti nelle case ritenendo che nulla sarebbe loro capitato in quanto civili (gli uomini si erano rifugiati nei boschi per evitare il rastrellamento e la conseguente deportazione). Vengono massacrati con inaudita ferocia, mitragliati o uccisi con bombe a mano e lanciafiamme. Ancora oggi non si conosce il numero delle vittime: forse 600, forse meno (quelle accertabili sono 390). Una criminale operazione stragista contro civili inermi ad opera di invasati. Fare \u201cterra bruciata\u201d: lo stesso \u201cmetodo\u201d adottato a Monte Sole presso Marzabotto poco pi\u00f9 di un mese dopo (ancora Simon, ancora Reder: 770 civili uccisi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La famiglia di Enio scampa al massacro solo perch\u00e9 un soldato diciottenne, comandato di ammazzarli, stomacato li risparmia: \u00abRimasto solo \u2013 racconta Mancini \u2013 gesticolando ci ha invitati a scappare. Subito dopo sentiamo una raffica di mitra. Era lui. Abbiamo temuto che fosse diretta a noi, e invece stava sparando in aria\u00bb. Un ragazzo a suo modo eroico, che Mancini definisce \u00abl&#8217;altra faccia di quella spaventosa giornata\u00bb. Di lui non ha saputo pi\u00f9 nulla, fino a tre anni fa. Il soldato era morto nel 1994 ma sulla strage di Sant&#8217;Anna e in particolare su quell&#8217;episodio aveva lasciato una confusa memoria scritta, cos\u00ec che, smanettando in internet, un suo giovane parente ha potuto faticosamente rintracciare i miracolati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cTerra bruciata\u201d sulla piazzetta davanti alla chiesa. Quella mattina 138 persone \u2013 quasi tutti donne e bambini \u2013 vengono massacrati e subito arsi con i lanciafiamme usando le panche della chiesa come legna: \u00abVedete questa fotografia? \u00c8 di qualche giorno prima e solo due bambine sono sopravvissute. La nostra casa bruciava e cercammo inutilmente di spegnere l&#8217;incendio. Verso il pomeriggio un adulto passato dalla piazza port\u00f2 la notizia della strage. Da quelle parti avevamo parenti e amici. Vidi i corpi massacrati della famiglia Pieri, dei Pierotti. Vidi i cadaveri bruciati sulla piazza. Tra loro cercai i miei piccoli amici. Ricordo l&#8217;odore della carne bruciata; una sensazione che ancora non ho superato \u00e8 proprio l&#8217;odore di quell&#8217;immenso carnaio di cadaveri fumanti. C&#8217;\u00e8 poi una cosa orribile&#8230;\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che pu\u00f2 esserci di pi\u00f9 orribile di questa \u201cterra bruciata\u201d? Enio racconta ci\u00f2 che vide Elio Toaff, il futuro rabbino capo di Roma, all&#8217;epoca partigiano su questi monti. Era giunto quasi per caso a Sant&#8217;Anna in quella tarda mattinata, poco dopo la partenza dei tedeschi: \u00abDietro la chiesa una sola casa superstite. L&#8217;uscio era spalancato. Toaff entr\u00f2 e tutto pareva in ordine, a parte un dettaglio: in mezzo alla stanza sedeva morta la Evelina, quasi fosse stata viva. Il giorno prima del massacro aveva avuto le doglie per il suo terzo figlio. Le belve avevano squarciato il suo ventre con una baionetta e strappato il bimbo vivo dalla pancia e freddato con un colpo alla tempia. Il cordone ombelicale ancora legava il cadaverino alla madre uccisa\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Enio racconta dell&#8217;amico Enrico Pieri, dieci anni all&#8217;epoca, sopravvissuto tra i cadaveri perch\u00e9 lo avevano creduto morto. Emigrato in Svizzera, Enrico ha voluto che suo figlio imparasse il tedesco e oggi con Mancini \u00e8 tra gli animatori dell&#8217;associazione \u201c12 agosto\u201d, meglio nota come associazione \u201cmartiri\u201d, propugnatori di una diversa cultura della pace. A Sant&#8217;Anna o Pietrasanta o in Germania o&#8230; ovunque li chiamino i membri dell&#8217;associazione volentieri tengono periodici incontri con le scolaresche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Educazione alla pace. Allargando progressivamente il cerchio, ricorderemo l&#8217;incontro a Sant&#8217;Anna, nell&#8217;agosto 2001, tra venti giovani israeliani e palestinesi: come osserva Enio, \u00abalcuni fra loro hanno mantenuto i contatti e grazie a internet si sentono ancora oggi\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Lucca<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lucca e Pavia sono le mie citt\u00e0. A Lucca sono nato, a Pavia ho vissuto. Da Pietrasanta a Lucca, passando per Camaiore e Montemagno, il cammino si fa interminabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trascorrevo le estati dai nonni contadini nelle campagne del Compitese, alle pendici del monte Serra. Agricoltura di autosostentamento, giovani ingabbiati entro una millenaria gerarchia familiare. Cos\u00ec mio padre migr\u00f2 in Svizzera (l\u00ec conobbe mia madre) e dopo il ritorno alla alla Pieve \u2013 una parentesi \u2013 port\u00f2 la sua famiglia a Pavia, scegliendo la citt\u00e0 e la fabbrica: Snia Viscosa, reparto solfuro, il pi\u00f9 nocivo. Due anni dopo pass\u00f2 alla Necchi, in fonderia. Per lui la terra era sinonimo di miseria, economica e insieme culturale. Abbandonare i campi serv\u00ec anche ad allargare i propri orizzonti, a rendere pi\u00f9 dinamica la vita, a lasciarsi alle spalle una esistenza gi\u00e0 nota nella sostanza, conservativa e tale da secoli, con minime varianti. Una vita grama. Con la fabbrica, mio padre vide migliorare la sua condizione economica e peggiorare la sua salute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonno era semianalfabeta ma nessuno sapeva narrare meglio di lui. Storie picaresche e di mistero, oppure guerresche inventate l\u00ec per l\u00ec, avventure di uomini e animali dal micromondo compitese. E poi il monte Serra che, per la \u201cstorica\u201d antenna (\u201cstorica\u201d poich\u00e9 fu il primo \u201cponte\u201d da Torino a Roma di quella tv italiana ai primordi), era assunto a personalissimo Olimpo catodico: un luogo abitato dai nuovi dei televisivi, che so, un Mike Buongiorno a colazione da Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, o per un th\u00e8 con Gino Bramieri in compagnia del Quartetto Cetra o di Carlo Dapporto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora il monte Serra gronda di antenne che lo rendono distinguibile anche a distanza. Lo rivedo dalla terrazza di Piazzano, poco dopo il monumento a Giorgio Gaber eretto al passo di Montemagno (a ciascuno il suo Olimpo), e Lucca sembra l\u00ec a due passi. Un miraggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri migranti. A Lucca il Gruppo Volontario Accoglienza Immigrati oggi non offre pi\u00f9 un letto e un pasto caldo. \u00c8 andato oltre, aiutando i nuovi italiani a trovare casa sul mercato privato, facendosi garante con i proprietari e offrendo prestiti a interessi zero per le mensilit\u00e0 da anticipare e per la cauzione, da restituire spalmati su 48 mesi. Con un finanziamento regionale, hanno trovato 400 appartamenti e sistemato oltre 1000 persone. Pochissimi casi di insolvenza, tant&#8217;\u00e8 vero che i comuni di Lucca e Capannori hanno loro chiesto di replicare l&#8217;iniziativa anche per chi tra gli italiani ora \u00e8 in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Altopascio e, prima ancora, Capannori<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Capannori (45.000 abitanti, 17.000 famiglie, 40 frazioni) \u00e8 tra i maggiori Comuni italiani per estensione territoriale, ma \u00e8 primo nella raccolta differenziata. Sulla piazza ci attende Alessio Ciacci, giovane assessore all&#8217;ambiente, per raccontare la locale eco-efficienza, estesa all&#8217;acqua (le 15 fonti pubbliche si avvalgono di sistemi di sicurezza a ultravioletti) all&#8217;aria, all&#8217;uso sostenibile del territorio, al contenimento del rumore e dell&#8217;inquinamento elettromagnetico e via via fino all&#8217;incentivazione dei pannolini lavabili o degli spazzolini per i denti a cui cambi la testina o le gomme da masticare biodegradabili, in acquisto presso le due farmacie comunali. Aggiungeremo i detersivi alla spina in 13 negozi del Comune e il latte, alla spina, a 1 euro al litro 24 ore su 24 presso i due distributori di Lammari e San Leonardo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui la raccolta differenziata \u201cporta a porta\u201d raggiunge l&#8217;82 per cento dei rifiuti, con punte superiori al 90 per cento in alcune frazioni. Prima del 2006 il pattume era in crescita, ma da subito si \u00e8 vista una flessione complessiva dell&#8217;1,8 per cento, oltre ad una eclatante riduzione del 23 per cento per i rifiuti indifferenziati destinati alla discarica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 poi in corso la fase sperimentale di \u201cTariffa puntuale\u201d, ovvero la pi\u00f9 equa tariffa \u201cvariabile\u201d a misura dei sacchi della indifferenziata effettivamente ritirati (sul sacchetto, un microchip personalizzato ne consente la registrazione) tale da incentivare la selezione dei materiali riciclabili, guardando al traguardo dei \u201crifiuti zero\u201d entro il 2020.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le buone pratiche locali si segnalano quella del compostaggio domestico (incentivata con la riduzione del 10 per cento della Tariffa di igiene ambientale) e l&#8217;eliminazione dell&#8217;acqua minerale in bottigliette dalle 22 mense scolastiche, sostituita con l&#8217;acqua comunale, oltre alla promozione delle fonti pubbliche (la \u201cvia dell&#8217;acqua\u201d&#8230; il \u201cparco dell&#8217;acqua\u201d&#8230;) volta a eliminare il consumo di 3 milioni di bottiglie in plastica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C&#8217;\u00e8 poi l&#8217;\u201cIsola del riuso\u201d, gestita dalla Caritas, dove \u00e8 possibile barattare oggetti ancora in buono stato: libri, mobili o altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giovane assessore racconta che il consenso popolare \u00e8 alla base del successo, consenso ottenuto promuovendo decine di assemblee nei bar e nelle parrocchie, per comunicare le buone ragioni di questa piccola rivoluzione culturale, il senso del radicale cambiamento di consolidati comportamenti individuali e famigliari: \u00abConsumiamo pi\u00f9 di un terzo di ci\u00f2 che la terra riesce a rigenerare \u2013 commenta Ciacci \u2013 con un gravoso spreco di materie prime. Tutti, cittadini e pubbliche amministrazioni, dobbiamo fare la nostra parte\u00bb cos\u00ec che, abbandonato il sistema dei cassonetti \u201clineari\u201d \u00abche deresponsabilizza\u00bb a Capannori \u00e8 stato introdotto un conveniente sistema tariffario, calibrato sul consumo dei rifiuti, tale da consentire al Comune \u2013 tra raccolta differenziata e innovazioni \u2013 un risparmio di un milione e mezzo di euro ogni anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mutuando il sistema assembleare di Porto Alegre in Brasile, parte di questi soldi (500.000 euro) viene oggi destinata al finanziamento di alcuni progetti \u201cdal basso\u201d. Chi li sceglie? \u00abOttanta concittadini estratti a sorte, persone che magari non sarebbero venute alle assemblee\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Torno a Pavia, ritrovo i cassonetti \u201clineari\u201d, invasivi, antiestetici, maleodoranti: come le chiese romaniche o il Pontevecchio, fanno ormai parte del paesaggio. Insomma, uno schifo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In citt\u00e0 tengono banco gli avvisi di garanzia ai pubblici amministratori. Sulla stampa trova almeno spazio una ben diversa eccellenza locale: la dipendenza dal gioco d&#8217;azzardo. Una vera e propria piaga sociale di cui Pavia \u2013 una macchinetta mangiasoldi ogni 136 persone, 2.900 euro di spesa annuale procapite, ovvero 589 milioni di euro (avete capito bene: oltre mezzo miliardo in euro) \u2013 pu\u00f2 a ragione vantarsi indiscussa e triste capitale nazionale. Da capitale del regno longobardo a capitale del videopoker, delle rendite parassitarie e degli sportelli bancari. A Pavia conta solo il capitale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In cammino verso L&#8217;Aquila, tra Francigena e Aurelia \u00a0Di Giovanni Giovannetti<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,20,31],"tags":[60,17],"class_list":["post-1989","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-stella-ditalia","category-imagimondo","category-post-recenti","tag-giovanni-giovannetti","tag-stella-ditalia-2"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>La memoria delle pietre - Associazione culturale Repubblica Nomade<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/index.php\/2012\/06\/13\/la-memoria-delle-pietre\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"La memoria delle pietre - 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