{"id":2134,"date":"2012-06-19T23:54:27","date_gmt":"2012-06-19T21:54:27","guid":{"rendered":"http:\/\/camminacammina.wordpress.com\/?p=2134"},"modified":"2012-06-19T23:54:27","modified_gmt":"2012-06-19T21:54:27","slug":"2134","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/index.php\/2012\/06\/19\/2134\/","title":{"rendered":"I fili intrecciati"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">*Graziella Cucchiarelli<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/2012-05-12-verso-villa-s-giuseppe2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2135\" title=\"2012-05-12 Verso Villa S. Giuseppe2\" src=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/2012-05-12-verso-villa-s-giuseppe2.jpg?w=300\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/2012-05-12-verso-villa-s-giuseppe2.jpg 2048w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/2012-05-12-verso-villa-s-giuseppe2-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/2012-05-12-verso-villa-s-giuseppe2-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/2012-05-12-verso-villa-s-giuseppe2-600x450.jpg 600w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/2012-05-12-verso-villa-s-giuseppe2-135x100.jpg 135w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nella fruttiera che ho davanti le pesche comperate da un paio di giorni mostrano gi\u00e0 segni di freschezza superata.<br \/>\nQuelle raccolte nel campo, sulla strada tra Roggiano di Gravina e Lungro, da alberi bassi che non mostravano alcuna ritrosia verso la mia mano ladra le ho conservate nello zaino per giorni e quando ho mangiato l\u2019ultima era pi\u00f9 buona della prima: divorata per bisogno di freschezza in una giornata calda e faticosa.<br \/>\nDifferenza fra frutta comperata al supermercato e quella raccolta dal suo albero.<br \/>\nDifferenza che intessuta con mille altre, avidamente vissute nei pi\u00f9 di trenta giorni che ho camminato da Reggio Calabria a Matera, ha creato una trama ricca e variopinta.<br \/>\n<!--more-->Tanti i fili intrecciati che legano persone a paesaggi, fatiche a incontri, rabbia a incongruenze, emozioni a riflessioni.<br \/>\nNella terra calabrese degli Arberesh, a Cerzeto, ci arriviamo da Taverna.<br \/>\nSiamo ospiti dell\u2019amministrazione comunale che ci mette a disposizione una bella, recente struttura realizzata dalla Protezione Civile per favorire incontri , eventi, ricorrenze, celebrazioni. La usano le associazioni locali.<br \/>\nLa struttura antisismica con copertura in legno fiancheggia un ampio campo sportivo ed \u00e8 corredata da spogliatoi, infermeria e ottime docce calde.<br \/>\nAll\u2019arrivo ci aspettano il sindaco, un assessore e un consigliere comunale.<br \/>\nIl programma prevede la visita prima della \u201cvecchia\u201d Cavallerizzo (il borgo che la frana del 2005 ha svuotato dei suoi abitanti) poi della \u201cnuova\u201d Cavallerizzo, (la new town\u00a0 costruita subito dopo).<br \/>\nIl primo tratto in macchina, poi a piedi.<br \/>\nL\u2019ingresso al borgo \u00e8 sbarrato da un cancello. Lo aggiriamo e, costeggiando delle arnie che a quell\u2019ora del pomeriggio sono presidiate da ronzanti api non proprio indifferenti (una si posa sulla testa di Antonio lasciandogli un pruriginoso segno), entriamo nella \u201czona rossa\u201d.<br \/>\n\u201c\u2026 tutto il borgo \u00e8 zona rossa &#8211; ci spiega il sindaco &#8211; e io mi sto assumendo una grossa responsabilit\u00e0 a farvela visitare \u2026.\u201d<br \/>\nAffrontiamo con attenzione le spaccature e i salti causati dal cedimento della strada e \u2026. case crollate, sprofondate, storte, squinternate sono assediate da erba e piante cresciute disordinatamente ma caparbiamente come a volersi riappropriare, finalmente, di quanto la forsennata ossessione di costruire, costruire, costruire ha loro espropriato.<br \/>\nRaccolgo una rosellina che, incurante della devastazione che la circonda, sembra offrirsi alla mia mano che la raccoglie per conservarla, unica cosa viva, in un libro.<br \/>\n\u201c\u2026. questa \u00e8 una zona insicura perch\u00e9 franosa e perch\u00e9 attraversata da una pericolosa faglia attiva, continua il primo cittadino, impossibile dopo la frana mantenere qui il paese\u2026 Delocalizzarlo era l\u2019unica cosa da fare per garantire sicurezza ai suoi abitanti\u2026 La\u00a0 Protezione Civile ha individuato un sito non lontano che \u00e8 stato scelto anche perch\u00e9 consente agli abitanti di affacciarsi alle finestre, di vedere il paese vecchio e di soffrire di meno per l\u2019allontanamento.\u201d<br \/>\n\u201c\u2026 cosa succeder\u00e0 ora a questo borgo\u201d, qualcuno di noi chiede.<br \/>\n\u201c\u2026 si degrader\u00e0 da solo\u2026\u201d.<br \/>\nIl verde sudario che ha gi\u00e0 cominciato a diffondersi e posarsi lo far\u00e0 con grazia, penso.<br \/>\nIl percorso inverso per tornare alla macchina \u00e8 lento e silenzioso. Le domande sono finite. Frana e faglia attiva sono una congiunzione terribile. Che altro si poteva fare se non delocalizzare e far viver le persone in una zona sicura!<br \/>\nConservo con cura la rosellina che ho raccolto. Una cosa viva in un borgo morto.<br \/>\nLe macchine si dirigono verso la \u201cnuova\u201d Cavallerizzo.<br \/>\nSono aquilana. Il terremoto del 6 aprile 2009, ore 3.32 del mattino, ha distrutto la mia casa e cambiato in profondit\u00e0 la mia vita, il modo di affrontare e vivere la quotidianit\u00e0.<br \/>\nDopo sette mesi passati lontana da L\u2019Aquila sono tornata quando mi \u00e8 stato assegnato un appartamento in uno dei 19 insediamenti (chiamati New Towns) che l\u2019allora Governo in carica e la Protezione Civile decisero di costruire per fronteggiare l\u2019emergenza abitativa post terremoto.<br \/>\nUna scelta insensata, non necessaria e dispendiosa.<br \/>\nSi sarebbe potuto fare\u2026 ma non voglio parlarne ora, avr\u00f2 altre occasioni.<br \/>\nMi soffermo per un attimo su cosa ha significato per me e la mia famiglia andare ad abitare nella Piastra n. 3 (non una palazzina), nell\u2019insediamento n. ( non un quartiere), denominato Progetto C.A.S.E. (Complessi\u00a0 Antisismici Sostenibili Ecocompatibili). Le parole hanno significato, sono cio\u00e8 segni, e pesano. Mi\/ci siamo sentiti spaesati, ospiti, estraniati.<br \/>\nNon voglio rievocare Orwell e il suo \u201c1984\u201d.<br \/>\nNon voglio citare il film \u201cThe Truman show\u201d.<br \/>\nNon voglio perch\u00e9 credo di essere ancora presente a me stessa e alla mia vita.<br \/>\nNon voglio perch\u00e9 so che torner\u00f2 nella mia casa, anche se non so ancora quando.<br \/>\nGli abitanti della nuova Cavallerizzo non hanno la mia speranza di tornare a casa.<br \/>\nIo ho firmato un contratto annuale (rinnovabile di anno in anno) di comodato d\u2019uso gratuito. Loro hanno firmato (quelli che l\u2019hanno fatto) un atto di rinuncia alla loro \u201cvecchia\u201d casa e hanno accettato la \u201cnuova\u201d.<br \/>\nEntriamo nell\u2019unico bar della new town.<br \/>\nMentre bevo un caff\u00e8 freddo noto due vecchietti. Siedono ad un tavolino con le due consumazioni: un caff\u00e8 e una birra. Uno accanto all\u2019altro. Non parlano.<br \/>\nUno dei due attira la mia attenzione: capelli bianchi arruffati, occhi celeste chiaro fissati sul nulla, sigaretta accesa che si dimentica di aspirare in una mano, l\u2019altra impegnata a grattare qualcosa all\u2019estremit\u00e0 sinistra del labbro inferiore. Gli faccio notare che la sigaretta si sta consumando da sola e pu\u00f2 scottarsi le dita. Ne approfitto per un\u00a0 sintetico \u201c come va?\u201d (il nodo alla gola me la chiude ad impedire le lacrime). Si scuote, gli occhi si illuminano e con bocca sorridente mi risponde \u201cBene!\u201d.<br \/>\nUsciamo e ci dirigiamo verso la struttura che ci ospiter\u00e0 per la notte.<br \/>\nLa calda e confortevole doccia non riesce a togliermi di dosso il freddo che ho dentro.<br \/>\nSolo l\u2019abbondante e generoso vino che accompagna la gustosa cena che Antonio ha portato da Cosenza per festeggiare il compleanno di Fabiola, la sua ragazza, e la conoscenza della nuova camminatrice Roberta riescono a scaldarmi la testa e il corpo. Il cuore, no.<br \/>\nIl giorno dopo, 2 giugno, torniamo alla \u201cvecchia\u201d Cavallerizzo accompagnati da Antonio, Massimo, Carmine e altri cittadini che hanno costituito l\u2019associazione \u201cCavallerizzo vive\u201d e che da anni ormai , rifiutando di\u00a0 andare ad abitare nella new town, lottano per ritornare nelle loro case, poco o per niente danneggiate, nel loro borgo che ha subito danni soltanto nella sua parte pi\u00f9 fragile e riprendere la vita che di generazione in generazione, dal \u2018500 in poi ha dato vita e senso ad una comunit\u00e0 con un forte sentimento identitario.<br \/>\nDopo una camminata di qualche chilometro da Cerzeto, raggiungendo prima Mangrassano e tornando indietro verso la vecchia strada chiusa al traffico, entriamo in paese. Le case sono intatte, le erbe, tagliate dai cittadini che giornalmente vi si recano, permettono un passo agevole e svelto, i tombini raccolgono l\u2019acqua piovana senza sbuffi pericolosi, la chiesa (che visitiamo) custodisce intatta la statua del Santo venerato.<br \/>\nIncontriamo la signora Liliana, il figlio che vive con lei e un\u2019anziana amica che va a trovarli attraversando, illegalmente, la zona rossa impiegandoci, da Cerzeto, anche lei a piedi, poco pi\u00f9 di un quarto d\u2019ora ( noi camminatori ci abbiamo messo due ore!).<br \/>\nDopo due anni di esilio Liliana non ce l\u2019ha fatta a stare lontana dalla sua casa ed \u00e8 tornata a viverci ostacolata da tutti all\u2019inizio e ora tollerata.<br \/>\n\u201c&#8230; ho rotto cinque lucchetti che mi impedivano l\u2019accesso, ma alla fine mi hanno lasciata stare\u2026 per il riscaldamento e la corrente elettrica spendo una tombola in taniche di petrolio, \u2026ho comprato da poco un nuovo generatore che affianca\u00a0 i due gi\u00e0 in funzione\u2026 qui non c\u2019\u00e8 stata nessuna frana, solo uno scivolamento di una zona dovuto a infiltrazioni di acqua che in quella parte del borgo ha sempre sconsigliato di costruire\u2026 negli ultimi anni sono state date concessioni edilizie scriteriate che, ignorando quanto gli antichi sapevano sulla fragilit\u00e0 di quella zona, hanno consentito la costruzione di edifici che sono quelli danneggiati dallo scivolamento, solo quelli (una trentina) sono stati coinvolti, tutti gli altri ( 300 circa) sono intatti\u2026 ma si \u00e8 deciso lo stesso di costruire un paese nuovo\u2026 io e mio figlio non ci andremo mai.<br \/>\nAscolto, ascoltiamo increduli.<br \/>\nGuardo, guardiamo stupefatti.<br \/>\nIl paese sembra addormentato nel silenzio che lo avvolge ma \u00e8 integro!<br \/>\nLe domande nella mente si accavallano. Perch\u00e9 la Protezione Civile ha deciso di delocalizzare un borgo che ha avuto danni \u201csolo\u201d all\u201911% del proprio patrimonio edilizio? Perch\u00e9 ha motivato la propria scelta sostenendo che frana e faglia attiva rendevano insicuro un paese costruito nel \u2018500 e abitato fino al 2005?<br \/>\nNe parleremo e ci confronteremo con i cittadini di Cavallerizzo che il 6 e7 luglio si ritroveranno all\u2019Aquila con i camminatori di Stella d\u2019Italia intorno ai \u201cFuochi dell\u2019Aquila\u201d. E saremmo contenti se all\u2019incontro partecipassero anche gli amministratori attuali e passati che hanno accettato e condiviso le decisioni prese dalla Protezione Civile.<br \/>\nLa visita a Cavallerizzo del 2 giugno scorso \u00e8 stata lunga e ricca di emozioni.<br \/>\nVicini all\u2019ora di pranzo abbiamo accettato di bere un bicchiere di buon vino che un nostro generoso e nuovo amico ci ha offerto e Carmine ha procurato deliziose specialit\u00e0 locali che bene lo accompagnavano.<br \/>\nI brindisi e il chiacchiericcio che di solito animano le riunioni conviviali ben riuscite hanno per un po\u2019 ri-animato un borgo da troppo tempo avvolto dal silenzio triste dell\u2019abbandono.<br \/>\nSarebbe bello fosse un nuovo inizio\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>*Camminatrice e amica di Stella d\u2019Italia<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>*Graziella Cucchiarelli Nella fruttiera che ho davanti le pesche comperate da un paio di giorni mostrano gi\u00e0 segni di freschezza superata. 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