{"id":2142,"date":"2012-06-20T16:54:26","date_gmt":"2012-06-20T14:54:26","guid":{"rendered":"http:\/\/camminacammina.wordpress.com\/?p=2142"},"modified":"2012-06-20T16:54:26","modified_gmt":"2012-06-20T14:54:26","slug":"camminatori-e-sognatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/index.php\/2012\/06\/20\/camminatori-e-sognatori\/","title":{"rendered":"Camminatori e sognatori"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Antonio Moresco<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Da Nard\u00f2 a Matera con il braccio di sud-est della Stella d\u2019Italia.<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0005.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2145\" title=\"DSCN0005\" src=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0005.jpg?w=300\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0005.jpg 2560w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0005-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0005-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0005-600x450.jpg 600w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0005-135x100.jpg 135w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Mi ci vorr\u00e0 un po\u2019 di tempo e di distanza prima di riuscire a fare un resoconto delle quindici tappe della Stella d\u2019Italia che ho finora percorso e di quelle che ancora percorrer\u00f2. Credo che riuscir\u00f2 a farlo in agosto, quando sar\u00f2 di nuovo solo, nella citt\u00e0 vuota.<br \/>\nAllora racconter\u00f2 quello che \u00e8 successo e che ho visto durante l\u2019inizio del cammino in Sicilia e in Calabria, le tappe dell\u2019Aspromonte, le persone incontrate, che hanno camminato con noi o che ci hanno accolto e fatto partecipi delle loro vite e del loro combattimento. E anche qualcosa della tappa di partenza da Venezia, dell\u2019incontro con Tiziana Agostini, assessora alla cultura di quella citt\u00e0, che ci ha consegnato il vessillo con il leone di San Marco e che ha definito questa nostra impresa \u201cun gesto gratuito che ha a che fare con la poesia e con il sogno\u201d. Cercher\u00f2 di raccontare la partenza da Genova, l\u2019incontro con molti camminatori dell\u2019anno scorso arrivati all\u2019appuntamento come per una misteriosa migrazione di uccelli, la notte passata insieme sulle brandine e sul nudo pavimento della struttura che ci ha accolto, le prime due tappe di quel braccio, la tappa di Bologna, molte altre cose che sono successe.<!--more-->E parler\u00f2 delle tante persone che stanno rendendo possibile questa Stella, partecipando al cammino, organizzandolo e guidandolo, dell\u2019enorme lavoro volontario e fatica e dispendio di tempo e anche di denaro che vi hanno profuso. Vorrei che tutti si rendessero conto, prima che di ogni altra cosa, dell\u2019aspetto quasi miracoloso di quanto sta succedendo.<br \/>\nLo so che non tutti i camminatori hanno la stessa idea di quello che stanno facendo, che alcuni sono pi\u00f9 interni a una visione politico-sociale, altri ecologico-ambientale, altri di tipo culturale ed esistenziale e anche, in senso lato, religiosa. Ma mi sembra che quello che ci ha detto subito, di primo acchito, l\u2019assessora di Venezia colga un aspetto profondo e originale di questo cammino, al quale io sono particolarmente vicino e che mi sembra contenga anche tutti gli altri. A qualcuno forse sembrer\u00e0 che, se non c\u2019\u00e8 una finalit\u00e0 immediatamente comprensibile e spendibile e comunicabile a livello politico, culturale e sociale, quello che stiamo facendo non abbia senso. Ma va bene cos\u00ec, \u00e8 giusto e anche bello che ognuno porti la sua impronta e la sua tensione arricchendo di diverse sensibilit\u00e0 questo lungo cammino, che non deve essere schiacciato su una sola finalit\u00e0 e un\u2019unica dimensione, cosa che non lo farebbe respirare e lo renderebbe funzionale e strumentale a una sola piccola cosa, non un vero cammino, non qualcosa che si espande dall\u2019interno all\u2019esterno, un vero viaggio e una vera avventura irradiante.<br \/>\nPrima di partire stavo leggendo un formidabile romanzo intitolato <em>Migrazioni<\/em>, che ho lasciato a met\u00e0 e che riprender\u00f2 alla fine del cammino. C\u2019\u00e8 dentro la tremenda solitudine di donne e uomini nel fiume opaco della storia, della vita e del mondo. Gli uomini perennemente in guerra e in trance, le donne nel loro bozzolo di solitudine e sogno. Mercenari e migranti in armi tra due imperi -quello austrongarico e quello ottomano- che ne sognano un terzo, quello russo. Le meravigliose figure femminili che irrompono continuamente vive e vere e tragiche in mezzo a tutto questo sfracello: serbe, croate, triestine\u2026<br \/>\nFinora sono restato muto, non sono riuscito a staccarmi da questa esperienza e a comunicarne qualcosa con le parole. Adesso, appena tornato da Matera e alla vigilia di una nuova partenza, provo a buttare gi\u00f9 qualcosa di queste ultime tappe pugliesi e lucane che ho percorso. Saranno solo rapide note, piccoli flash, prima di scriverne pi\u00f9 distesamente e meglio in agosto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019arrivo<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019incontro a Lecce con Luca, che viene da Roma, l\u2019arrivo a Nard\u00f2 con un trenino di un solo vagone. Usciamo dalla stazioncina: \u00e8 tutto assolutamente buio, non si vede niente. Posiamo i pesanti zaini a terra. Dovrebbe arrivare Tiziano, con la macchina di una persona intercettata al volo, ma il trenino non si \u00e8 fermato alla stazione dove era previsto che scendessimo. Ci chiediamo come far\u00e0 a trovarci, visto che non si vede niente. Invece dopo un po\u2018 arriva.<br \/>\nE\u2019 bello rincontrarsi cos\u00ec, al buio, in un posto mai visto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Stella, stellona, stellina<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0018.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-2146\" title=\"DSCN0018\" src=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0018.jpg?w=300\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0018.jpg 2560w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0018-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0018-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0018-600x450.jpg 600w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0018-135x100.jpg 135w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Questo cammino si modifica continuamente, in alcune tappe siamo in cinquanta, in altre in quattro, ma sono altrettanto belle e forti anche queste. In altre siamo in trenta, in altre in due, in altre in dieci, poi ancora in quattro o cinque, poi in venti. Certe volte ci sembra di essere un piccolo popolo, certe altre un drappello della Legione Straniera che cammina lungo sterrati e pietraie in un duro percorso di sopravvivenza. Poi ne arrivano altri, in posti mai visti, dove si dorme nei letti o per terra. Chi ci vedesse in una di queste tappe penserebbe una cosa della Stella, chi ci vedesse in altre una cosa del tutto diversa. Vedendoci passare o camminando con noi in certe tappe penserebbe che siamo una stella, in altre una stellona, in altre ancora una stellina.<br \/>\nStella, stellona o stellina, da quando si \u00e8 accesa la sua luce continua a brillare, non si \u00e8 mai spenta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Gli uccelli<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo visto molti uccelli lungo il cammino, rapaci che si levano in volo da terra a pochi metri da noi, falchi e poiane che si fermano improvvisamente nel cielo sbattendo le ali, prima di lanciarsi a terra dopo avere avvistato la preda. Nella gravina di Laterza ci sono ogni genere di rapaci e di uccelli: il lanario, il capovaccaio, il gufo reale, l\u2019upupa, il corvo imperiale, lo scricciolo. Gli amici di Matera mi hanno detto che nella loro citt\u00e0, al tramonto, si possono vedere lunghe file di falchi riposarsi allineati sui tetti o sui fili, dopo una giornata di caccia, come da noi si vedono i colombi o le rondini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Gli amici di Speleo Trekking Salento<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partenza da Nard\u00f2 per Torre Lapillo con alcuni amici camminatori mai visti prima e che hanno aderito alla Stella profondendosi generosamente per organizzare il nostro cammino pugliese. Ne ha gi\u00e0 parlato Tiziano, ma mi fa piacere nominarne qualcuno anch\u2019io: Riccardo, dalla bella testa aborigena e arcaica, dalla battuta travolgente, settantadue anni non addomesticati, Salvatore, il piccolo fabbro che cammina come un soldato, Fernando, dai baffi a manubrio, militare dell\u2019aviazione, all\u2019apparenza burbero ma che si rivela poi una miniera di racconti e uomo di grande sensibilit\u00e0 e trascendenza. Credo che cammineremo ancora insieme, io e lui, da qualche parte, in Italia, nel mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Le prime tappe<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0024.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2147\" title=\"DSCN0024\" src=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0024.jpg?w=225\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0024.jpg 1920w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0024-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0024-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0024-600x800.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Nard\u00f2-Torre Lapillo, Torre Lapillo-San Pietro in Bevagna, San Pietro in Bevagna-Leporano, Leporano-Taranto.<br \/>\nCamminiamo attraverso campi e sterrati, distese sconfinate di coltivazioni di pomodori o di vigne e di terreni ricoperti a perdita d\u2019occhio da pannelli solari. C\u2019\u00e8 un caldo africano. Costeggiamo il mare, camminando sulle scogliere ricoperte di macchia mediterranea, con i suoi sprofondamenti carsici, le sue magnifiche dune e i suoi scempi edilizi e le sue discariche a cielo aperto. Gli amici salentini ci indicano la catastrofe cui \u00e8 sottoposta il loro territorio, ci parlano di illegalit\u00e0 diffusa e di impunit\u00e0, di Sacra Corona Unita. Uno dei camminatori conosce personalmente l\u2019uomo di Copertino che ha fatto esplodere la rudimentale bomba nella scuola di Brindisi. Dice che gli sembra impossibile che un uomo cos\u00ec abbia fatto una cosa simile per decisione propria, che non ci siano dietro dei mandanti, dei messaggi che dovevano arrivare a qualcuno in grado di decifrarli.<br \/>\nTorri di avvistamento dei saraceni, masserie abbandonate come piccole fortezze tra cui un tempo correvano i cavalli dei messaggeri e da cui si levavano segnali di fumo prima degli sbarchi, aperture da cui veniva rovesciato olio bollente sugli assalitori, presa in massa di schiavi, stupri, violenza dispiegata e assoluta, che sono avvenuti in questi luoghi immobili sotto la morsa del sole, attraverso i quali stiamo camminando adesso con i nostri zaini e le nostre borracce riempite alle rare fontane e ai bocchettoni degli acquedotti.<br \/>\nPanini mangiati seduti per terra, quando si ha la fortuna di incontrare qualche negozietto aperto, fichi o altri frutti staccati dagli alberi o che qualcuno ci offre lungo il cammino.<br \/>\nL\u2019arrivo a Taranto. Si \u00e8 aggiunta nell\u2019ultima tappa anche Rita, moglie di Riccardo. E\u2019 arrivata anche una bella ragazza lunare di nome Laura, che mi conosceva attraverso i libri, come ci sono stati altri ragazzi durante questo cammino, e io resto sempre sbalordito, perch\u00e9 lo so bene che i miei libri sono stati stampati e si trovano nelle librerie eppure mi sembra sempre che nessuno li conosca, come se fossero bene in vista eppure invisibili, come se non ci fossero. Mi meraviglio sempre quando incontro qualcuno che sostiene invece di conoscerne l\u2019esistenza e addirittura di averli letti. Laura mi scatta delle fotografie, come se io ci fossi.<br \/>\nEcco, adesso riesco a dire solo qualcosa cos\u00ec, focalizzando piccole apparizioni qua e l\u00e0. Poi far\u00f2 meglio, mi ricorder\u00f2 di tante altre cose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Taranto<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sosta a Taranto. Dopo i giorni di cammino attraverso campagne e scogliere, le prime metastasi tumorali delle periferie di una grande citt\u00e0 del sud. Gli stradoni assolati con macchine e camion che ci sfrecciano ai lati. Fernando in testa, con la sua bandierina gialla da soldato giapponese medievale dei film di Kurosawa infilata nello zaino. Una grande citt\u00e0 circondata da ogni parte dal mare, con le sue navi militari alla fonda e le immense sagome dell\u2019Ilva e dell\u2019Italsider.<br \/>\nBella accoglienza da parte di Giulia e Tonino, che hanno una libreria di nome \u201cDickens\u201d. Io ho un amore vivo e crescente per questo scrittore, tanto pi\u00f9 dopo avere letto <em>La piccola Dorrit<\/em>, romanzo che a mio parere oltrepassa ogni altro suo libro compreso lo splendido <em>Nostro comune amico<\/em>, grandissimo ma poco compreso persino dai dickensiani, attraversato da un\u2019assoluta disperazione personale e sociale, da una misteriosa voragine e da un salto di piani.<br \/>\nAl pomeriggio incontro in Comune, al quale partecipa anche il poeta Enzo Mansueto, che viene apposta da Bari. In sala giornalisti, membri di associazioni come Libera, Legambiente e altre, molti dei quali la mattina dopo faranno un pezzo di strada con noi, fino al Ponte di pietra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il volo<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0053.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-2148\" title=\"DSCN0053\" src=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0053.jpg?w=300\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0053.jpg 2560w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0053-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0053-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0053-600x450.jpg 600w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0053-135x100.jpg 135w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Visita alla citt\u00e0 vecchia con Giulia, che ci racconta di come per molti anni questa parte della citt\u00e0 sia stata abbandonata e rimossa come una vergogna, abitata soprattutto da persone che vivevano di espedienti o erano legate alla malavita. Strade e vicoli con i selciati di marmo chiaro e lucido, come tirato a cera. Chiese con intarsi di marmo simili a deliranti bomboniere.<br \/>\nIl caso vuole che lungo uno di questi vicoli in discesa, poco prima del nostro passaggio, a una bambina fosse caduta una bottiglia d\u2019olio e si fosse rotta, e che il padre stesse cercando di lavarla con dell\u2019acqua insaponata, centuplicandone la scivolosit\u00e0. Sbuco dalla curva, ci metto un piede sopra e comincio a volare. Cado sbattendo forte l\u2019anca, la gamba, un braccio, e soprattutto la testa. Sento un colpo forte contro lo zigomo e la tempia, il cervello che sbatte dentro la scatola cranica. Mi rimetto in piedi. Mi tremano le gambe, sono confuso, capisco che sto per svenire, ma me lo impedisco, cercando di non farlo capire agli altri. Tiziano e Giulia mi procurano del ghiaccio da mettermi contro lo zigomo, mi obbligano a sedermi. Vorrebbero che andassi a fare un controllo alla testa in ospedale, nel caso ci siano state lesioni. Ma io non voglio rompere i coglioni e rovinare la giornata e nessuno. Dico che va tutto bene, che non c\u2019\u00e8 problema. Al massimo \u2013 aggiungo \u2013 se mi \u00e8 successo qualcosa dentro la testa, nel cervello, lo capir\u00f2 solo quando riprender\u00f2 la stesura degli <em>Increati<\/em>, in autunno. Se mi metter\u00f2 di colpo a scrivere come Moccia, vorr\u00e0 dire che alla mia testa \u00e8 successo qualcosa.<br \/>\n\u201cAllora ti abbatter\u00f2!\u201d \u00e8 la perentoria risposta di Luca.<br \/>\nGiulia mi consiglia di saltare almeno la tappa dopo, ma ho continuato a camminare come se niente fosse, portando anche lo zaino pesante due tappe dopo e dormendo sul nudo pavimento. La gamba mi fa male, non posso stare coricato da quella parte e appoggiare l\u2019anca e la testa, ma non mi sono ancora accorto di avere un ematoma esteso e di queste proporzioni. Credevo di avere solo delle escoriazioni al braccio, una ferita alla zigomo e un piccolo livido sull\u2019anca sinistra. Non mi sono neppure veramente guardato. Me ne accorgo solo al ritorno. Ecco, adesso sto scrivendo queste brevi note con mezza gamba nera e ricoperta di pomata. Giulia mi chiamava ogni tanto da Taranto sul cellulare di Luca, durante il cammino, mi chiedeva ansiosamente come stavo. Io le rispondevo fingendo di rantolare e ansimare, le dicevo che le stavo parlando dall\u2019oltretomba, che nella mia biografia ci sar\u00e0 scritto: nato a Mantova, morto a Taranto. E che, anche se era toccato in sorte a lei di condurmi a morte, non le serbavo rancore, la perdonavo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Laclos<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giorno prima di arrivare Tiziano mi ricorda che a Taranto \u00e8 morto Laclos, l\u2019autore delle \u201cRelazioni pericolose\u201d, che era qui nelle sue funzioni militari e che \u00e8 stato stroncato da non meglio identificate malattie malariche. \u201cNo, \u00e8 morto di dissenteria! Si sar\u00e0 presa una salmonella!\u201d mi dice un medico tarantino che ci accompagna due giorni dopo con altri dal punto di partenza della tappa al Ponte di pietra, e che si dice entusiasta del senso e dell\u2019originalit\u00e0 della nostra iniziativa, che non conosceva prima ma a cui vorrebbe partecipare nelle ultime tappe. E poi mi racconta anche che Laclos non \u00e8 stato seppellito in terra consacrata perch\u00e9 era giacobino e massone, di come il potere napoleonico si espandesse tra le classi dirigenti locali attraverso la massoneria e le sue strutture. Questo medico, di cui adesso purtroppo non ricordo il nome, mi dice anche un\u2019altra cosa:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>I linfociti<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vita non \u00e8 come ci sembra di percepirla, non \u00e8 in equilibrio, non \u00e8 stabile, se \u00e8 in equilibrio \u00e8 in equilibrio instabile. Io ieri avevo migliaia o milioni di cellule che oggi non ho pi\u00f9 e oggi -almeno lo spero- ne ho altre migliaia o milioni che ieri non avevo. Io sono medico e sono portato a vedere le cose con questo tipo di sguardo biologico, ma a me pare che anche la Stella d\u2019Italia sia cos\u00ec, che voi siate come i linfociti che si formano nelle linfoghiandole e dentro la milza e che operano per la difesa immunitaria dell\u2019intero organismo in cui sono comprese. Per forza che siete in pochi! Una cosa cos\u00ec non pu\u00f2 pensare di partire con le quantit\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 anche un combattimento, qualcosa che parte da pochi che si aggregano e che si propaga come gli anticorpi dentro i tessuti aggrediti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>I nostri camminatori, i nostri sognatori<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0033.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2149\" title=\"DSCN0033\" src=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0033.jpg?w=225\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0033.jpg 1920w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0033-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0033-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0033-600x800.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>C\u2019\u00e8, in questa nostra piccola e inedita impresa che nessuno &#8211; anche pi\u00f9 grande di noi &#8211; ha mai finora tentato, anche questo: che persone mai viste prima fanno cose che non avevano mai fatto prima. Persone incontrate per la prima volta, l\u2019anno scorso, durante il cammino da Milano a Napoli, adesso camminano ancora con noi e in qualche caso dirigono i vari bracci.<br \/>\nSenza di loro non starebbe succedendo la Stella.<br \/>\nNe nomino alcune:<br \/>\nFabiola, ragazza forte e fiera, piena di generosit\u00e0 e di coraggio, che ha organizzato e diretto il braccio di sud-ovest, Beatrice e Maurizio, anche loro come altri camminatori con vite inquiete e non facili alle spalle, che con la loro intelligenza organizzativa e disponibilit\u00e0 hanno reso possibile il braccio di nord-est, i nostri Bonnie e Clyde, Laura di Genova, che ha rinunciato a un\u2019operazione al menisco e si \u00e8 fatta fare delle infiltrazioni al ginocchio per poter partecipare alla Stella d\u2019Italia, e che poi \u00e8 dovuta tornare dopo le dure tappe dell\u2019Aspromonte per farsi operare, ma che sar\u00e0 ancora con noi. E\u2019 anche lei una persona di grande coraggio. Io non mi vergogno a usare questa parola, anche se molti che credono di saperla lunga ridacchiano quando qualcuno nomina questa potenza che \u00e8 dentro di noi. Anche Maurizio ha subito tre operazioni al ginocchio e si \u00e8 fatto fare delle infiltrazioni per poter partecipare alla Stella. Giacomo, ragazzo pieno di potenzialit\u00e0 e di passioni, che ci ha guidato da Genova insieme ai suoi genitori e ai suoi amici, Roberta di Bergamo, ragazza tosta che ha organizzato altre parti del braccio di nord-ovest e che ci ha regalato anche la grafica della Stella, Lorenzo di Citt\u00e0 di Castello, che un anno fa mi ha fatto vedere i quadri di Burri nella sua citt\u00e0 (uno dei quali \u00e8 finito sulla copertina degli \u201cEsordi\u201d) e che adesso sta dando il suo generoso contributo a un altro segmento dello stesso braccio. Lo raggiunger\u00f2 tra pochi giorni. Luisa, che mi \u00e8 apparsa all\u2019improvviso sopra la testa mentre ero coricato su una branda a Matera. Stefania, che non vedevo da un anno e che \u00e8 spuntata a Taranto come se niente fosse con la sua faccia sorridente. Erica, minuta e forte, con la sua espressione luminosa che mi riempie di entusiasmo ogni volta che la vedo, l\u2019altra Roberta, inarrestabile e silenziosa. Sono la nostra giovane \u201cvecchia guardia\u201d.<br \/>\nE poi, ultima ma non ultima, Serena, la nostra regista, che si sta spendendo allo spasimo per organizzare l\u2019intero lavoro sottocutaneo dei linfociti.<br \/>\nE poi c\u2019\u00e8 Giovanni, con il quale ho gi\u00e0 camminato in altre parti dell\u2019Italia e del mondo.<br \/>\nTutta gente che sta facendo qualcosa mai fatta prima, che non se ne sta l\u00ec sulla riva costruendosi delle piccole autogiustificazioni intellettuali, sfottendo o tacciando di ingenuit\u00e0 chi ha saltato il fosso. Gente avara di s\u00e9, autoposizionata, come sono spesso gli scrittori e i letterati del nostro paese e di questa epoca, indipendentemente dalle loro collocazioni e dai cartellini del prezzo politici, culturali e morali che esibiscono, incapace di uscire dal piccolo cerchio che \u00e8 stato loro assegnato e di entrare in una dimensione pi\u00f9 grande, che usa la cultura per chiudere e rimpicciolire, non per spalancare e sfondare.<br \/>\nIo preferisco camminare con queste persone sconosciute fino a un momento prima. Abbiamo pi\u00f9 cose da dirci, parlare con loro mi arricchisce, le stimo migliori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Tiziano<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non c\u2019\u00e8 solo lo spettacolo di chi non si conosceva e con cui si stabiliscono vincoli di viandanza elettivi e forti. C\u2019\u00e8 anche quello di chi si conosceva gi\u00e0 da tempo e che di colpo ci appare improvvisamente potenziato e inatteso. Come Tiziano, che quest\u2019anno si \u00e8 gettato a testa bassa in questa impresa, che si \u00e8 fatto le tappe da Venezia a Ferrara e poi quelle da Santa Maria di Leuca a Taranto e che si prepara a farne altre, camminando sotto il sole col cappellino bianco da Legione Straniera per difendere la sua carnagione chiara, veneta e forse slava. L\u2019ho visto mentre ci guidava all\u2019uscita dalla sua citt\u00e0, attraverso un percorso dove non c\u2019era quasi spazio per camminare e bisognava rasentare guardrail, piccole buche e rogge maleodoranti e inquinate, testato precedentemente da lui stesso insieme a Beatrice. Scrupoloso, attento verso gli altri, gentile. L\u2019ho visto arrivare come arrivano \u201ci nostri\u201d a Nard\u00f2, con la luce dei fari che sbucava dal buio e dal nulla. E poi durante il cammino, sempre vigile, buon camminatore e buon organizzatore.<br \/>\nE\u2019 sempre bello e rigenerante quando si assiste allo spettacolo di una persona, di un amico, che improvvisamente diventa anche qualcosa d\u2019altro di fronte ai nostri occhi e alla nostra mente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Da Taranto a Matera<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0056.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-2150\" title=\"DSCN0056\" src=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0056.jpg?w=300\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0056.jpg 2560w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0056-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0056-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0056-600x450.jpg 600w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0056-135x100.jpg 135w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Camminiamo da Taranto a Palagiano, poi da Palagiano a Laterza, poi da Laterza a Matera. Incontriamo Giuseppe, dell\u2019associazione I Portulani, che \u00e8 venuto a Taranto chiamato da Fernando e che ci ha accompagnato fino a Palagiano.<br \/>\nUsciamo dalla citt\u00e0 attraverso gli stradoni, rasentando le grandi fabbriche tarantine dove lui aveva lavorato come operaio, attraverso strade e vegetazione ricoperte da una patina rossa di ferro e ruggine. Arrivati a Palagiano, beviamo un po\u2019 di birre in un bar (\u201cper reintegrare i sali minerali\u201d ci diciamo sempre per scherzo), poi ci posizioniamo nella palestra dove passeremo la notte. Giuseppe ci porta in macchina nel suo paese, a Palagianello, dove ci offre da mangiare e ci fa bere il suo vino. Una persona tutta concentrata su un suo sogno come su una missione, che si batte da tempo per la difesa del territorio e la biodiversit\u00e0. Dopo mangiato, guardiamo Italia-Spagna di fronte al televisore, sprofondati sulle poltrone soffici. Ma \u201cguardiamo\u201d \u00e8 una parola grossa, perch\u00e9 io mi riaddormento continuamente per lo sfinimento. Ogni tanto mi sveglio, vedo per qualche secondo degli omini che corrono con la palla al piede, poi mi riaddormento. Mi sveglio e la palla, non so come, \u00e8 in rete. Fernando dorme della grossa sull\u2019altro divano.<br \/>\nDopo, andiamo a vedere la gravina, con le lucine delle case accese ai suoi bordi.<br \/>\nRitorniamo a Palagiano. Dormiamo nella palestra. La mattina dopo Giuseppe ritorna, fa con noi la nuova tappa da Palagiano a Laterza, anche se ha le vesciche, i piedi che sanguinano. Riparto con il pesante zaino in spalla, camminando sotto il sole africano. Sento fitte di dolore a ogni passo. Tutt\u2019intorno a noi le Murge, che vuol dire \u201cpietre affioranti\u201d. Arriviamo a Laterza, dove siamo ospiti dell\u2019Oasi Lipu. Dormiremo per terra, all\u2019aperto, su un gradino che corre attorno a una baracca di legno. Qualcuno fa notare che l\u00ec ci passano anche i cinghiali. C\u2019\u00e8 una piccola diatriba tra il dirigente dell\u2019Oasi Lipu e i ragazzi appena eletti che formeranno la nuova giunta comunale, un palleggio di responsabilit\u00e0. Poi la cosa si appiana: dormiremo per terra, s\u00ec, ma perlomeno all\u2019interno della baracca di legno. Ci portano delle focacce. Una persona gentile, di cui non ricordo il nome, che insegna all\u2019Universit\u00e0 La Sapienza di Roma, ci fa vedere la gravina di Laterza, la pi\u00f9 grande del territorio e uno dei canyon pi\u00f9 grandi d\u2019Europa. Ci parla della vegetazione e delle specie di animali e di uccelli che ci vivono.<br \/>\nLa mattina, alla partenza da Laterza, troviamo un gruppo di dodici persone che ci aspetta vicino alla fontana medievale. Fanno parte di un\u2019associazione di camminatori di Matera, i Falco Naumanni, che ci accompagnano fino alla loro citt\u00e0 attraverso sterrati, pietraie e piccole strade di terra in un paesaggio di enorme desolazione e bellezza. Donato, Cosimo, c\u2019\u00e8 anche un ragazzo dai capelli folti e lunghi fino alla vita, che si scompigliano nel vento rovente di scirocco. Questa distesa di pietre era alcuni milioni di anni fa un atollo tropicale, mi racconta Cosimo, per questo le pietre sono tutte piene di conchiglie inglobate. Sono stati trovate anche ossa di balene. A uno dei falchi naumanni piace cos\u00ec tanto una pietra cava dalla forma impensata su cui aveva posato il piede che se la mette dentro il pesante zaino e continua a camminare portandosi sulle spalle anche quella. Il caldo \u00e8 tremendo. Ci fermiamo sotto una pianta, a poca distanza da un Centro di Geodesia Spaziale che si erge in mezzo alle pietraie come un\u2019 apparizione. Ci sono delle torri, una grande sfera di metallo lucente che d\u2019un tratto si apre di fronte ai nostri occhi come una palpebra verticale e poi si richiude, forse per vedere chi sono gli intrusi che stanno violando il loro territorio segreto sospeso tra cielo e terra.<br \/>\nRiprendiamo il cammino verso Matera. Ci fermiamo a mangiare in una masseria. Poi di nuovo fuori, sotto la cappa del sole. Lo spettacolo di Matera che ingigantisce sempre di pi\u00f9 di fronte ai nostri occhi, irreale. Arriviamo fino ai bordi della grande gravina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Le gravine<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voragini improvvise, canyon lunghi anche venti chilometri, orridi ricoperti di vegetazione da cui si levano uccelli e rapaci. Apparizioni di un mondo in ebollizione pietrificato, in cui strati di terra e pietra erompono e si inabissano. Ne abbiamo viste a Palagianello, a Laterza, a Matera, dove siamo arrivati discendendo e risalendo la grande gravina ai bordi della quale si erge questa meravigliosa citt\u00e0 di pietra, per me la pi\u00f9 bella d\u2019Italia insieme a Venezia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Dichiarazione d\u2019amore a Matera<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0074.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2151\" title=\"DSCN0074\" src=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0074.jpg?w=300\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0074.jpg 2560w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0074-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0074-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0074-600x450.jpg 600w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0074-135x100.jpg 135w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Bisogna arrivare a piedi attraverso chilometri di pietraie, e poi scavalcando la grande gravina sulla cui ferita si concretizza e si erge, per capire che cos\u2019\u00e8 Matera, questa citt\u00e0 che si materializza gi\u00e0 da lontano, da prima, attraverso le distese di pietre murgiche e poi la voragine tutta piena di grotte trogloditiche allargate dagli uomini preistorici e le sue chiese rupestri scavate dentro la roccia. Una distesa di pietre che ricoprono la terra come una pioggia di meteoriti e che diventano a poco a poco rocce, pareti scoscese, che poi si trasformano quasi senza soluzione di continuit\u00e0 in grotte abitate da umani, e poi in facciate che coprono gli imbocchi di queste grotte, e poi in strutture architettoniche simili alle citt\u00e0 e agli universi sotterranei larvali degli insetti, con le loro enormi cisterne sotterranee altissime e piene di archi e di volte e la rete di centinaia di altre cisterne dove i suoi abitanti raccoglievano l\u2019acqua piovana, e di canaline di coccio che scendono dai tetti di pietra delle case, sorrette ancora, in qualche caso, dai femori dei muli che vivevano fino a non molto tempo fa insieme agli uomini dentro le stesse grotte dai soffitti a cuspide mimetizzate da piccole facciate costruite con i materiali escavati. Mi \u00e8 capitato, negli ultimi anni, di vedere molti luoghi indimenticabili, in Italia e nel mondo, in Russia, in America Latina, sulle Ande, nella Terra del Fuoco, ma non ho mai visto nulla di pi\u00f9 inconcepibile e commuovente di questa citt\u00e0 di pietra che appare sullo strapiombo di un canyon e che \u00e8 fatta della stessa materia tellurica che la circonda. L\u2019Italia \u00e8 piena di citt\u00e0 uniche al mondo, Roma, Firenze, rigurgitanti di tesori artistici, ma che non hanno questa unit\u00e0 architettonica e concrezione spirituale che attraversa le ere e che ci ricongiunge in un solo istante con la natura rupestre e cavernicola e con l\u2019erompere del particolare genio della nostra specie folle, inerme e feroce. Siena, Mantova, Viterbo, Napoli, Genova, Trieste, Palermo, Lecce e tante altre citt\u00e0 sono uniche e meravigliose, ma a me pare che siano Venezia e Matera le due regine. Due opposti assoluti: una di infinita raffinatezza, ricchezza e bellezza, l\u2019altra barbarica e povera e di altrettanto infinita bellezza, una citt\u00e0 d\u2019acqua e una di pietra. Ma anche la pietra \u00e8 stata acqua e, forse, anche l\u2019acqua ridiventer\u00e0 pietra. Come saranno le nuove citt\u00e0 a venire, su questo piccolo pianeta che ruota attorno alla sua stella incendiata, le nuove Venezie e le nuove Matere? Saranno di acqua o di pietra?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019arrivo<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0096.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-2152\" title=\"DSCN0096\" src=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0096.jpg?w=300\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0096.jpg 2560w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0096-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0096-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0096-600x450.jpg 600w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0096-135x100.jpg 135w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Arriviamo a Matera, risalendo dal fondo della gravina e dello spazio e del tempo. Ci fermiamo sotto il Palazzotto, stanchi, sudati. Appare un uomo sorridente, che dopo un po\u2019 ritorna con due sporte piene di birre. Me ne scolo un paio, di quelle grosse. Mi dice di chiamarsi Paolo Verri, che \u00e8 di Torino, che ha diretto per anni il Salone del Libro e che adesso lavora per la candidatura di Matera come futura Capitale della cultura. Mi dice anche che abbiamo un amico comune: Dario. Lo chiama sui due piedi, col cellulare. Dopo un po\u2019, in questa situazione irreale, alla fine di questa indimenticabile tappa, sento tra i sassi la voce di Dario. Lo insulto amichevolmente, come faccio sempre.<br \/>\nDopo un po\u2019 arrivano i camminatori del braccio calabrese, Fabiola, Erica, Graziella, Michele, Roberta\u2026 Ci eravamo lasciati a Gioia Tauro e adesso ci incontriamo di nuovo qui, cotti dal sole, stremati. Ci abbracciamo. E domani arriveranno anche Carla, Giovanni, Jonny, Domenico\u2026 C\u2019\u00e8 anche il sindaco, Salvatore Adduce. Diciamo qualcosa tutti e due, di fronte alle persone sedute sulle seggiole di plastica o sopra i gradini. Il sindaco promette di venire all\u2019Aquila alla conclusione della Stella.<br \/>\nQuesta citt\u00e0 ci ha accolto bene. Sindaco e Comune hanno fatto mettere per noi delle brandine in un centro sportivo, ci hanno offerto i catering di pranzo e cena anche per il giorno che ci fermeremo qui, perch\u00e9 ci saranno iniziative e letture pubbliche attraverso i Sassi. Ringrazio tutti: i camminatori del Salento, i falchi di Matera, chi ci sta accogliendo e ospitando. Il sindaco dice: \u201cMa vi rendete conto che siete stati voi a fare un regalo a noi venendo qui con la vostra Stella e non viceversa?\u201d \u201cNo, no!\u201d gli rispondo \u201cNon se ne parla. Siete stati voi a farlo a noi!\u201d<br \/>\nMa ho bevuto troppa birra e non connetto bene. Non devo avere fatto un gran discorso.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0101.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2153\" title=\"DSCN0101\" src=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0101.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0101.jpg 2560w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0101-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0101-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0101-600x450.jpg 600w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/dscn0101-135x100.jpg 135w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><br \/>\n<em>Le fotografie sono di Cosimo Buono.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Antonio Moresco Da Nard\u00f2 a Matera con il braccio di sud-est della Stella d\u2019Italia. 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