{"id":2302,"date":"2012-08-30T14:58:22","date_gmt":"2012-08-30T12:58:22","guid":{"rendered":"http:\/\/camminacammina.wordpress.com\/?p=2302"},"modified":"2012-08-30T14:58:22","modified_gmt":"2012-08-30T12:58:22","slug":"in-cammino-attraverso-litalia-intervista-ad-antonio-moresco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/index.php\/2012\/08\/30\/in-cammino-attraverso-litalia-intervista-ad-antonio-moresco\/","title":{"rendered":"\u201cIn cammino attraverso l\u2019Italia\u2026\u201d Intervista ad Antonio Moresco"},"content":{"rendered":"<h5 style=\"text-align: justify;\">Questa intervista a cura di <strong>Antonio Prudenzano<\/strong> \u00e8 apparsa su <a href=\"http:\/\/affaritaliani.libero.it\/culturaspettacoli\/antonio-moresco-scrittore-in-cammino220812.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Affaritaliani.it<\/a> il 28 agosto 2012.<\/h5>\n<figure id=\"attachment_2304\" aria-describedby=\"caption-attachment-2304\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/partenza-braccio-nordovest.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-2304\" title=\"partenza braccio nordovest\" src=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/partenza-braccio-nordovest.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"427\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/partenza-braccio-nordovest.jpg 720w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/partenza-braccio-nordovest-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2012\/08\/partenza-braccio-nordovest-600x401.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2304\" class=\"wp-caption-text\">Foto: Maria Grazia Lacitignola<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: center;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>In viaggio a piedi, in gruppo, \u201cper ricucire l\u2019Italia\u201d. Si \u00e8 conclusa nella prima met\u00e0 di luglio la seconda edizione di \u201cCammina Cammina\u201d: i protagonisti di \u201cStella d\u2019Italia\u201d, uomini e donne di tutte le et\u00e0, hanno attraversato il Paese in recessione, passando da numerose citt\u00e0, fino a raggiungere L\u2019Aquila, tappa finale, dal forte valore simbolico. E anche quest\u2019anno lo scrittore <strong>Antonio Moresco<\/strong> ha preso parte al progetto, di cui parler\u00e0 il prossimo <a href=\"http:\/\/camminacammina.wordpress.com\/2012\/08\/27\/stella-ditalia-al-festivaletteratura-di-mantova\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">7 settembre al Festivaletteratura di Mantova<\/a>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Un\u2019idea basata sul volontariato, che ha coinvolto decine di cittadini, oltre a numerosi intellettuali. Migliaia di chilometri a piedi, e la condivisione di esperienze molto diverse tra loro, con le inevitabili tensioni del caso. Moresco, per oltre due mesi si \u00e8 allontanato dalla scrittura: cosa si prova a riprendere il complesso lavoro su un libro dopo un\u2019esperienza cos\u00ec forte? A che punto si trova <\/em>Gli increati<em>, la sua opera definitiva?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In realt\u00e0 i mesi saranno alla fine cinque o addirittura sei, perch\u00e9 ho dovuto staccare a fine marzo e dedicarmi a viaggi per incontrare sindaci e assessori di varie parti d\u2019Italia, a riunioni di preparazione, conferenze stampa, presentazioni dell\u2019iniziativa e molte altre cose. E ancora adesso ci sono riunioni tra i camminatori, presenze a\u00a0 Festival (come quello di Mantova) e ad altre iniziative a cui siamo invitati. Per cui riuscir\u00f2 a immergermi di nuovo in questo libro solo nella seconda met\u00e0 di settembre. Perch\u00e9 questo \u00e8 un libro che richiede una concentrazione assoluta, non posso scriverlo nei ritagli di tempo e con la testa presa da altre cose. C\u2019\u00e8 un\u2019onda, e o ci sono dentro completamente o niente. O mi ci dedico anima e corpo o niente. Inoltre, prima di potermici gettare di nuovo dentro, c\u2019\u00e8 il lungo lavoro di riavvicinamento, per riconquistare il grado di fusione e di combustione -anche psicofisica oltre che mentale- che rende possibile la ripresa del lavoro con lo stesso grado di intensit\u00e0 e di visione. Riletture di quanto \u00e8 gi\u00e0 stato scritto per far riaffiorare anche mnemonicamente tutto, appunti, nuove invenzioni\u2026 perch\u00e9 non \u00e8 come schiacciare un tasto e immediatamente sei su un altro canale. Ma adesso, dopo tutti questi mesi passati in un altro vortice, provo una forte emozione sentendo che, piano piano, mi sto riavvicinando a quel primo vortice, alla linea di caduta della cascata. Lavorer\u00f2 a questo libro fino alla fine dell\u2019anno e poi nei primi mesi dell\u2019anno nuovo, per cercare di finire la seconda delle sue tre parti. Ho constatato che, quando sono nelle condizioni di potermici dedicare, riesco a procedere velocemente, a passi da gigante, anche se \u00e8 un libro che richiede, a ogni pagina, a ogni riga, il massimo di invenzione e pensiero. Spero, credo che riuscir\u00f2 a finirlo tra due o tre anni e che alla fine questo libro mi sar\u00e0 costato cinque anni di lavoro, soltanto cinque, al posto dei quindici anni che ho impiegato a scrivere e a terminare sia <em>Gli esordi<\/em> che <em>Canti del caos<\/em>. E spero anche, e credo anche, che questo sar\u00e0 il mio libro pi\u00f9 bello, pi\u00f9 travolgente, pi\u00f9 sorprendente, pi\u00f9 ardimentoso e spiazzante. Poi non vorrei pi\u00f9 pubblicare niente di nuovo per il resto della mia vita, se ci sar\u00e0, solo un libricino di favole per la mia nipotina, quando sar\u00e0 abbastanza grande per poterlo leggere, come quasi trent\u2019anni fa ne ho scritto uno per mia figlia. Perch\u00e9 ho un disperato bisogno di tirarmi fuori, di passare gli anni che mi restano per conto mio o, al massimo, vedendo ogni tanto qualcuna delle persone che stimo o a cui voglio bene, perch\u00e9 in questi anni di scrittore emerso \u00e8 cresciuta anche in me fino all\u2019intollerabilit\u00e0 la mia delusione, il mio dolore nei confronti del piccolo mondo perduto che gravita intorno a ci\u00f2 che resta della letteratura, di cui non vorrei pi\u00f9 fare parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Cosa accadeva nella mente di uno scrittore durante le lunghe giornate trascorse in cammino?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ho ancora capito bene perch\u00e9, a questo punto della mia vita di scrittore e di uomo, mi sono gettato in questa impresa e anzi ho addirittura proposto in prima persona questi cicli di cammino, iniziati l\u2019anno scorso con il cammino da Milano a Napoli, proseguiti quest\u2019anno con Stella d\u2019Italia e che avranno probabilmente una nuova proiezione l\u2019anno prossimo con un cammino europeo, e poi, l\u2019anno dopo ancora, con un cammino africano che arrivi fin dove sono conservati i primi scheletri fossili della nostra specie appena alzata su due sole zampe, perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec che mi sembra debba finire o magari ricominciare su basi nuove tutto questo cammino. Si vede che, mentre scrivevo a grandi passi questo libro, o meglio questa terza e ultima parte dell\u2019unica opera cominciata con <em>Gli esordi<\/em> e proseguita con <em>Canti del caos<\/em> e poi con <em>Gli increati<\/em> e che alla fine si intitoler\u00e0 <em>L\u2019increato<\/em>, avevo, ho bisogno di mettere sull\u2019altro piatto della bilancia una cosa altrettanto forte e totalizzante, a costo di dovermene poi separare violentemente e completamente, per poi ritornarci di nuovo venendo come da molto lontano e potenziato da altre forze inaspettate che si vede erano latenti dentro di me e a cui avevo bisogno di attingere, anche fisiche, atletiche, nonostante la mia et\u00e0 e il mio corpo non precisamente da atleta. Cos\u00ec ho continuato a camminare portando in giro dentro di me, in uno stato di immanenza e di assenza, lo scrigno dimenticato di questo libro interrotto in un suo punto culmine. Tutto ci\u00f2 \u00e8 difficile da spiegare e non \u00e8 neppure completamente chiaro a me stesso. Per\u00f2 \u00e8 certo che, mentre camminavo sotto il sole cocente e mi sembrava di spostarmi quasi in un\u2019altra dimensione, non ho mai pensato una sola volta a questa cosa che sto scrivendo, non una sola idea, un solo appunto scarabocchiato in fretta durante una sosta, niente di niente. Eppure mi sembrava che, proprio per questo, fosse ancora pi\u00f9 presente e crescente dentro di me, che si fosse solo trasformata e trasfigurata per un istante in un\u2019altra cosa. Cos\u00ec, giorno dopo giorno, ho camminato insieme a molti altri sotto un sole africano, con lo zaino in spalla, dormendo spesso sui pavimenti di piccole scuole o palestre, svegliandoci alle tre di notte per guadagnare qualche ora di cammino prima dell\u2019alba, percorrendo anche tappe lunghe e dure (mi \u00e8 capitato persino di fare una tappa di 60 chilometri in un solo giorno), fino agli attraversamenti delle zone e dei paesi devastati dal terremoto, e poi all\u2019Aquila ancora sigillata come una crisalide nelle sue armature di ponteggi e di tubi, meta ultima dei nostri cinque bracci attraverso l\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019Italia vive un momento difficile di crisi non solo a livello economico: cosa le ha lasciato l\u2019incontro con tanti italiani durante questo viaggio, arrivato in una fase cos\u00ec particolare?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo lanciato l\u2019idea di questo cammino attraverso l\u2019Italia -che in questi anni e in questi mesi sembra tramortita-\u00a0 proprio come gesto di ripresa di movimento e invenzione, come un piccolo cerchio che possa generare altri e pi\u00f9 grandi cerchi concentrici sulla superficie dell\u2019acqua ferma, come gesto che unisce le leve del corpo e quelle della mente, la fatica fisica e la dilatazione degli spazi e la prefigurazione e il sogno. Abbiamo voluto attraversare da tutte le parti l\u2019Italia come delle piccole luci e delle piccole fiamme che potessero incontrare -e che in molti casi hanno incontrato- altre piccole luci e piccole fiamme che gi\u00e0 ci sono, numerose, disseminate su tutto il territorio del nostro Paese. Cos\u00ec ci sono stati durante i cammini continui incontri con persone singole e associate che vivono in modo inarreso nei loro territori, ma anche sindaci, assessori particolarmente sensibili alle ragioni e agli intenti del nostro cammino, nelle regioni del sud, in Basilicata, Puglia, Calabria dove quasi a ogni tappa ci sono stati incontri con associazioni, con ragazzi che operano in condizioni dure, che gestiscono terreni sottratti alla \u2019ndrangheta e coltivati, con i ragazzi africani della rivolta di Rosarno che hanno fatto una tappa di cammino con noi, con sindaci che ci hanno accolto all\u2019arrivo delle tappe, in piedi all\u2019ingresso dei paesi, donne che ci portavano da mangiare cose cucinate da loro. Abbiamo camminato attraverso le distese di oliveti e agrumeti con i frutti ancora sugli alberi e non raccolti perch\u00e9 il prezzo dato ai coltivatori non consente la spesa della mano d\u2019opera, paesi fatti per met\u00e0 di case morte, non finite e non intonacate, da cui spuntano i ferri delle armature e siepi di vegetazione che erompono dai varchi delle finestre, strade e piante ricoperte di limatura e polvere metallica rossa alle porte di Taranto, le zone terremotate del centro Italia ma anche quelle degli ultimi terremoti in Emilia, avvenuti proprio durante il cammino, e poi ancora incontri con assessori che ci hanno consegnato i simboli delle loro citt\u00e0, il Leone di San Marco a Venezia, il primo tricolore a Reggio Emilia, il bastone dei pastori abruzzesi della transumanza\u2026 Passandoci cos\u00ec da vicino, da dentro la sua pancia, abbiamo visto e toccato con mano la presenza di un\u2019Italia che altrimenti non avremmo potuto intercettare, tenace, piena di dedizione e di aspettative, inarresa, a cui i media non danno la giusta rilevanza e che non valorizzano, tutti tesi a inseguire le bolle mediatiche del momento, mentre la radice forte \u00e8 qui, e se con tutto quello che \u00e8 successo negli ultimi anni il nostro Paese non \u00e8 sprofondato \u00e8 anche perch\u00e9 esiste questa silenziosa e inattuale forza che lo pervade, fuori dalle istituzioni ma a volte anche dentro. Cos\u00ec come questa nostra piccola impresa \u00e8 stata resa possibile solo dalle centinaia di persone -sconosciute in molti casi fino a un momento prima- che ci hanno creduto e che l\u2019hanno sostenuta in vario modo come singoli o all\u2019interno di organizzazioni di grande rilevanza nazionale (come l\u2019Anci e il Cai), da tutti quelli che hanno camminato nei vari bracci utilizzando i periodi delle ferie o strappando il tempo a mille altre cose, da quelli che hanno organizzato per mesi e mesi i percorsi, i pernottamenti, gli incontri, e che in molti casi hanno poi guidato fisicamente i bracci in condizioni di vero e totale volontariato, mettendoci mesi della propria vita e anche i loro quattrini. Ne voglio nominare almeno alcuni: Serena, Fabiola e Laura per il braccio di sud-ovest partito da Messina e da Reggio Calabria, Maurizio e Beatrice per il braccio di nord-est partito da Venezia, Roberta e Giacomo con la sua famiglia per il braccio di nord-ovest partito da Genova, a cui si sono aggiunti nell\u2019organizzazione di altri tratti dello stesso braccio Lorenzo e Simina, Rita, Riccardo e Fernando per il braccio di sud-est, e poi Graziella, Nicoletta e Pierluigi dell\u2019Aquila, Tina, Lul\u00f9, Giovanni, Tiziano, Andrea, Irene, Emma, le organizzazioni di camminatori come Lunga marcia per l\u2019Aquila che ha guidato il braccio da Roma all\u2019Aquila, Speleo Trekking Salento, Associazione Trekking Falco naumanni di Matera\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019obiettivo per il 2013 si chiama \u201cStella d\u2019Europa\u201d. Moresco, attraverso quali paesi camminerete, in un momento \u201cnevralgico per il nostro continente, che ha smarrito ogni grandezza e invenzione\u201d? Mentre lo spirito unitario sembra smarrirsi, lei crede nell\u2019Europa e nel suo futuro?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stiamo cominciando proprio in questi giorni a ragionare con chi ha partecipato a Stella d\u2019Italia sul possibile sviluppo europeo dei nostri cammini. Speriamo di farcela, ma non \u00e8 scontato. Forse chiameremo questa nuova impresa, invece che \u201cStella d\u2019Europa\u201d, \u201cFreccia d\u2019Europa\u201d, perch\u00e9 in questo momento abbiamo bisogno di ripartire stretti, piccoli, bassi, per poi magari allargarci pian piano, se ce ne saranno le condizioni, anche facendo tesoro dei problemi creati la volta scorsa dal grande allargamento e dalla divisione dei compiti, senza i quali non sarebbe stato possibile fare la Stella. Cos\u00ec vorremmo partire con una direzione soltanto, quella dall\u2019Italia, a cui si potranno eventualmente unire via via altri cammini che partiranno dalle zone europee attraversate e andranno a convergere con la punta di questa freccia. Non sappiamo ancora quale sar\u00e0 il percorso preciso n\u00e9 quali altri paesi attraverseremo. Quello che \u00e8 certo \u00e8 che vorremmo rimettere al centro la condivisione profonda delle motivazioni, anche esistenziali e sentimentali oltre che civili e politiche in senso lato, l\u2019affiatamento, il senso dell\u2019 amicizia e dell\u2019avventura, la tranquillit\u00e0 e la pazienza, l\u2019alleggerimento del carico di angoscia, inimicizia, intossicazione e competizione che caratterizza spesso la vita di uomini e donne nella vita di tutti i giorni e che non vorremmo che, cacciato dalla porta, rientrasse dalla finestra durante i nostri cammini, la libert\u00e0, la responsabilit\u00e0, anche personale, che dovrebbe contrassegnare ogni vero cammino. Bisogna essere leggeri per portare il carico di un grande sogno. Vorremmo partire questa volta da Mantova, in particolare da quei due scheletri di ragazzi preistorici abbracciati che sono stati trovati alle porte di questa citt\u00e0, per dire che l\u2019Europa comincia da prima, da molto prima delle sue spaventose guerre e stermini, che anche noi veniamo da l\u00ec, da quell\u2019abbraccio che ci indica un\u2019altra possibilit\u00e0 e un altra strada. Perch\u00e9 non ci interessa tanto l\u2019Europa cos\u00ec com\u2019\u00e8, non ci interessa fare la respirazione bocca a bocca a un cadavere, perch\u00e9 il continente boreale d\u2019Europa potrebbe diventare non un continente stanco e ripiegato su se stesso e sulle sue dinamiche implose terminali e senza futuro di fronte al sorgere di nuovi giganti planetari che stanno spostando il baricentro del mondo, ma, nel suo piccolo, un crogiolo dove si sperimentano altre possibilit\u00e0 di vivere e si inventano e si corrono nuove e prefigurative avventure. Mentre oggi sembra tutto schiacciato sull\u2019unica dimensione totalizzante dell\u2019economia e sulla prosecuzione delle antiche guerre con altri mezzi, sembra che ci sia solo l\u2019altalena delle borse, dello spread, sembra che non possa esistere altro, ogni altro diaframma \u00e8 saltato, \u00e8 tutto svuotato, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 niente, la dimensione economica implosa si \u00e8 mangiata tutta la vita e ha pervaso ogni cosa come se al di l\u00e0 di essa e dei loro officianti non ci fosse e non ci potesse essere nient\u2019altro che la sostanzia. I cittadini dell\u2019Europa o fanno proprie queste logiche e le riproducono e le moltiplicano o sono espropriati di ogni possibilit\u00e0 persino di comprensione di ci\u00f2 che sta succedendo, infantilizzati, resi dipendenti e succubi di qualcosa che non possono comprendere e trasformare e vivificare in qualcosa d\u2019altro. Chi, durante il nostro Risorgimento e poi alla fine di due devastanti guerre mondiali nate sul nostro continente, aveva sognato un\u2019unione delle nazioni e dei popoli d\u2019Europa e una loro federazione in Stati Uniti d\u2019Europa aveva in mente altro. Noi vorremmo accompagnare il nostro lavoro di preparazione e organizzazione di questo eventuale cammino con un processo di approfondimento e di studio, andandoci a rileggere e ripubblicando via via sui nostri siti gli scritti sull\u2019Europa di Mazzini, di Cattaneo, il <em>Manifesto di Ventotene<\/em> di Altiero Spinelli, altri scritti, anche critici, di chi in qualsiasi modo e forma si \u00e8 confrontato con questo passaggio. E magari, nel lavoro di elaborazione, vedere se possiamo aggiungerci qualcosa anche noi, alla luce di quello che \u00e8 successo dopo nel nostro continente e nel mondo e nella nostra vita di specie e che prima non si poteva sapere n\u00e9 prevedere. E poi magari portare fin dentro la sede del Parlamento europeo queste altre ragioni e questa spinta sentimentale, se chi ci sta dentro vorr\u00e0 e potr\u00e0 ascoltare anche queste voci e questi corpi arrivati fin l\u00ec a cavallo solo delle loro gambe e dei loro piedi e dei loro sogni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Si sente un autore europeo?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se mi sento un autore europeo? Io ho il privilegio di poter scrivere in una lingua meravigliosa, quella italiana, e mi sento nello stesso tempo un autore europeo, un autore mondiale e un autore della nostra specie, di una specie che \u00e8 nata non molto tempo fa alzandosi su due sole zampe e che non si sa quanto ancora durer\u00e0, se non riuscir\u00e0 a invertire la propria rotta suicida, che si trova di fronte a una catastrofe o a un\u2019invenzione di specie, a un\u2019implosione o a un passaggio e a una chance mai vissuta e incontrata prima.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa intervista a cura di Antonio Prudenzano \u00e8 apparsa su Affaritaliani.it il 28 agosto 2012.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,36],"tags":[188,6,189,43,17],"class_list":["post-2302","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-stella-ditalia","category-rassegna-stampa-2","tag-affaritaliani","tag-antonio-moresco","tag-antonio-prudenzano","tag-freccia-deuropa","tag-stella-ditalia-2"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - 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