{"id":399,"date":"2011-06-01T09:27:37","date_gmt":"2011-06-01T07:27:37","guid":{"rendered":"http:\/\/camminacammina.wordpress.com\/?p=399"},"modified":"2011-06-01T09:27:37","modified_gmt":"2011-06-01T07:27:37","slug":"20-28-maggio-2011-da-milano-al-passo-della-cisa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/index.php\/2011\/06\/01\/20-28-maggio-2011-da-milano-al-passo-della-cisa\/","title":{"rendered":"20 &#8211; 28 maggio 2011: da Milano al Passo della Cisa"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le prime nove tappe di &#8220;Cammina cammina&#8221; nel diario di viaggio<\/strong><strong> di<br \/>\nTiziano Colombi<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_401\" aria-describedby=\"caption-attachment-401\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/alla-partenza.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-401\" title=\"Il gruppo prima della partenza\" src=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/alla-partenza.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/alla-partenza.jpg 800w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/alla-partenza-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/alla-partenza-600x450.jpg 600w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/alla-partenza-135x100.jpg 135w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-401\" class=\"wp-caption-text\">Una mattina ci siam svegliati&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><em>Venerd\u00ec 20 maggio 2011. Prima tappa: Milano \u2013 Pavia. 37 km<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo partiti alle 8.00 in punto dalla Cascina Cuccagna, ma gi\u00e0 dopo le 7.00 c&#8217;erano diverse persone ad aspettare.<br \/>\nS&#8217;erano prenotate quaranta persone per la prima tappa, ne sono arrivate cinquanta persone e non solo da Milano, ma anche da Genova, Roma, Torino, Pavia, Bologna, Trieste, Catanzaro, Bergamo. Abbiamo camminato lungo il naviglio pavese, con le chiuse leonardesche, immersi nel paesaggio della pianura, la luce accecante sullo specchio delle risaie, quando, alle 18.30, siamo arrivati a Pavia. Trentasette chilometri.<br \/>\nIl clima \u00e8 stato di grande convinzione e allegria, i piccoli problemi che ci son stati (qualche calo di zuccheri, qualche vescica, qualche crampo e una piccola polemica sulla leadership) sono sempre stati superati con spirito coraggioso e tranquillo, nonostante la fatica. Ciascuno di noi ha poi fatto la conoscenza di persone che fino a pochi istanti prima erano sconosciute, persone che hanno la loro vita e i loro sogni. L&#8217;entusiasmo con cui le persone hanno partecipato a questa prima tappa si \u00e8 mescolato al desiderio di ricucire simbolicamente l\u2019Italia, divisa e lacerata. L&#8217;appuntamento sar\u00e0 domani alle 7.30 in Piazza Italia, nel centro di Pavia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sabato 21 maggio. Seconda tappa: Pavia \u2013 Santa Cristina. 27 km<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_307\" aria-describedby=\"caption-attachment-307\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/camminacammina.files.wordpress.com\/2011\/05\/prefettopavia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-307\" title=\"prefettopavia\" src=\"http:\/\/camminacammina.files.wordpress.com\/2011\/05\/prefettopavia.jpg?w=300\" alt=\"Secondatappa\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/prefettopavia.jpg 929w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/prefettopavia-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/prefettopavia-600x402.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-307\" class=\"wp-caption-text\">Con il prefetto di Pavia<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo partiti da Piazza Italia nel centro di Pavia, appuntamento alle 7.30. Partenza alle 8.00. Oltre la trentina di persone che avevano gi\u00e0 fatto la prima tappa, o che si erano unite la sera prima, si sono presentate altre dieci persone in vari modi avvertiti di Cammina, cammina; chi tramite internet, chi dai giornale, chi da un amico o un conoscente camminatore.<br \/>\nIl Prefetto, Ferdinando Buffoni, ci ha consegnato un Tricolore da portare a Scampia e poi ci ha accompagnato per alcune centinaia di metri, prima di salutarci.<br \/>\nUn gruppo di ragazzi di Crema, studenti e lavoratori, ci ha raggiunto al Castello. Alberto Conte ci ha guidato per le via medioevali della citt\u00e0, attraversato le piazze dei collegi storici, a quell&#8217;ora del mattino invase da una luce delicata, rosa, dentro un un&#8217;aria frizzante che aumentava ancora di pi\u00f9 l&#8217;allegria di quel serpentone di gente gi\u00e0 rumoroso e stupefacente. Le persone affaccendate nelle proprie occupazioni ci guardavano con simpatia. Ci siamo lasciati alle spalle San Pietro, l\u00ec abbiamo incontrato il professor Ferloni ci ha allietato con il racconto della vita di Golgi e della Kuliscioff.<br \/>\nUna lunga pausa a Linarolo \u00e8 stata l&#8217;occasione per ristorarsi, riposare, ripararsi dal sole ma soprattutto conoscersi meglio.<br \/>\nI gruppetti di amici pian piano si sono sciolti e le persone si sono mescolate tra loro, tanto che alla ripartenza si sentivano discorsi diversi, di letteratura erotica francese del settecento, di petrolio, di Pisapia, del ballottaggio, di nostalgia per i cannelloni alla bolognese.<br \/>\nAbbiamo aggirato una cava, rischiando di perderci a causa di un&#8217;indicazione sbagliata.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/camminaquartostato-da-lontano.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-402\" title=\"camminaquartostato da lontano\" src=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/camminaquartostato-da-lontano.jpg?w=300\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/camminaquartostato-da-lontano.jpg 929w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/camminaquartostato-da-lontano-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/camminaquartostato-da-lontano-600x402.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Verso le sei del pomeriggio siamo arrivati a Santa Cristina. Ad attenderci Don Antonio che ci ha accolto in canonica e ha messo a disposizione trenta brandine. L\u00ec abbiamo incontrato un pellegrino tedesco, diretto a Roma, da Losanna non aveva ancora incontrato nessuno! Alcuni sono tornati a Pavia e a Milano. Gli altri si sono sistemati. C&#8217;era chi faceva ginnastica, chi si massaggiava i piedi, chi s&#8217;asciugava dopo la doccia, chi chiamava la fidanzata o il fidanzato a casa per raccontare la gioia dell&#8217;aver terminato la tappa. Il pellegrino tedesco si \u00e8 unito a noi per cena, mentre altri due ragazzi tedeschi hanno chiesto suonato il campanello di Don Antonio &#8211; Pellegrini. Venivano da Roma e tornavano in Germania, a Francoforte. In Germania \u00e8 obbligatorio alla fine dell&#8217;anno scolastico fare un&#8217;esperienza formativa di servizio. I due ragazzi, sedicenni, avevano scelto la Francigena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Domenica 22 maggio. Terza tappa: Santa Cristina \u2013 Orio Litta. 20 km<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/04-giov3tappa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-403\" title=\"04 giov3tappa\" src=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/04-giov3tappa.jpg?w=300\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/04-giov3tappa.jpg 929w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/04-giov3tappa-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/04-giov3tappa-600x402.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>L&#8217;appuntamento \u00e8 alle 7.30 in punto davanti alla chiesa di Santa Cristina. Alberto, esperto camminatore, ci ha avvertito: il terzo giorno sar\u00e0 decisivo. Giorgio ci ha raggiunto per la giornata e verr\u00e0 con noi ad Orio Litta. Oggi \u00e8 domenica, per alcuni \u00e8 l&#8217;ultima tappa, devono tornare al lavoro, il gruppo si \u00e8 un poco ridotto, camminiamo in dieci. \u00c8 il terzo giorno, fa molto caldo, e, dopo l&#8217;entusiasmo del primo giorno e la fatica muscolare del secondo, la stanchezza si fa sentire. Facciamo sosta presso il castello di Lamprina. Antonella e Elisa si attardano per visitarlo. Il gruppo si divide tra quelli che vogliono tornare indietro e chi vuole aspettare gli ultimi. Antonella ed Elisa non si vedono neanche all&#8217;orizzonte. Proseguiamo.<br \/>\nIl guado sul Lambro indicato dalle mappe \u00e8 impraticabile. Si riapre la questione della leadership, qualcuno fa appello all&#8217;unit\u00e0 del gruppo, qualcuno invita a camminare al proprio passo, senza sentirsi forzato e senza forzare gli altri.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/02-giov3tappa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-404\" title=\"02 giov3tappa\" src=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/02-giov3tappa.jpg?w=300\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/02-giov3tappa.jpg 929w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/02-giov3tappa-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/02-giov3tappa-600x402.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Arriviamo a Orio Litta nel primo pomeriggio; il sole \u00e8 caldissimo, il paese \u00e8 spettrale. Mentre aspettiamo che ci aprono, ci ripariamo all&#8217;ombra della chiesa. Il sindaco ci accoglie con tiepida partecipazione pur aprendoci la grangia benedettina: quattro letti in una torre. Don Antonio \u00e8 appena arrivato col furgone, ha portato le brandine. Lo aiutiamo a scaricarle. Mangiamo qualcosa, chi all&#8217;ombra, chi al bar. Marta e Giacomo devono tornare a casa. Giacomo ha scritto un pezzo per il giornale.<br \/>\nChi resta prende possesso dello spazio. Dopo alcune ore molto riposanti, ci raduniamo sul prato per un piccolo esercizio di rilassamento Yoga.<br \/>\nFacciamo conoscenza con Lucia e Francesco, di Perugia. Stanno percorrendo la Francigena per realizzare una guida per turisti americani, australiani, svedesi. Italiani pochi &#8211; dice Laura, una bella signora di settant\u2019anni dal volto abbronzato e segnato da rughe sorridenti. Lucia si offre di fare la spola con l&#8217;auto per portarci tutti al ristorante. Mangiamo, c&#8217;\u00e8 qualche tensione, la stanchezza, le vesciche, il fracasso dei tavoli vicini, i telefoni che, riaccesi, continuano a squillare.<br \/>\nTorniamo a piedi nella sera che odora di robinia, \u00e8 buio di colpo. Siamo stanchi, appagati, dormiamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Luned\u00ec 23 maggio. Quarta tappa: Orio Litta \u2013 Piacenza. 36 km<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/07-giov4tappa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-406 alignleft\" title=\"07 giov4tappa\" src=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/07-giov4tappa.jpg?w=300\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/07-giov4tappa.jpg 929w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/07-giov4tappa-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/07-giov4tappa-600x402.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Cerchiamo i bagagli sull&#8217;auto. Siamo in 8 oggi camminiamo verso Piacenza. Una tappa impegnativa. Ogni giorno il caldo aumenta, il sole \u00e8 sorto molto presto e a svegliarci sono le rondini che fischiano sul tetto. 28 gradi. Attraversiamo campi coltivati, erba medica, piselli, orzo e molte sterpi. Marianna sale sull&#8217;auto, zoppica vistosamente a causa di una caviglia gonfia. Ha saputo che l&#8217;hanno licenziata, la madre le ha letto la raccomandata al telefono. \u00c8 arrabbiata, delusa, vuole reagire.<br \/>\nAlla prima sosta Giulia si medica le vesciche, Antonella libera i piedi dagli scarponi, altri appendono i calzini al sole.<br \/>\nSuperiamo un tratto di tangenziale e scavalchiamo il Po, percorrendo la banchina riservata ai ciclisti. Entriamo a Piacenza, sotto il ponte dell&#8217;autostrada, a pochi metri dall&#8217;alta velocit\u00e0, stanno costruendo un altro ponte, mobile; pare servir\u00e0 a proiettare un tricolore di luce sul ponte di Piacenza, prima citt\u00e0 dei 150esimo, attraverso un gigantesco proiettore. Ci guardiamo senza dire niente, che sperpero di denaro pubblico per i festeggiamenti dei 150 anni.<br \/>\nOltre al caldo soffocante, 35 gradi, colpiscono i rumori assordanti, l&#8217;ostilit\u00e0 dei volti, la bruttezza della zona intorno alla stazione: edifici abbandonati, uno sviluppo urbanistico caotico, casuale, scellerato. La sensazione di una grande decadenza, ovunque povert\u00e0.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/248543_1899387776969_1609911679_1847643_7480177_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-407\" title=\"248543_1899387776969_1609911679_1847643_7480177_n\" src=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/248543_1899387776969_1609911679_1847643_7480177_n.jpg?w=200\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/248543_1899387776969_1609911679_1847643_7480177_n.jpg 482w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/248543_1899387776969_1609911679_1847643_7480177_n-201x300.jpg 201w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>In stazione ci salutiamo. Giulia torna a Genova (deve traslocare, le hanno decuplicato l&#8217;affitto), Elisabetta torna a Milano. Andiamo a fare la spesa nel centro commerciale a ridosso della stazione. La galleria dei negozi sorge intorno e sopra la cinta delle mura romane. La mancanza d&#8217;aria, di cielo sopra la testa, di luce, di vento, perfino della polvere, danno immediata sensazione di rigetto. Usciamo dal centro commerciale, ma \u00e8 pi\u00f9 una fuga, e andiamo all&#8217;ostello, periferia sud ovest della citt\u00e0. Dopo una lunga pausa di riposo, usciamo dalle stanze come granchi dopo la mareggiata.<br \/>\nAntonella non vuole pi\u00f9 camminare, butta l\u00ec che il giorno dopo non camminer\u00e0, ci raggiunger\u00e0 in treno per cena.<br \/>\nMolti locali son chiusi il luned\u00ec sera. La situazione obbliga ad allargare la ricerca. Ne nasce un altro episodio di tensione prima di cena.<br \/>\nPer fortuna a pochi metri troviamo una trattoria, un locale aperto. L&#8217;oste si strofina le mani nel grembiule da cui spuntano le punte delle scarpe, si schiarisce la voce e con la r di Parma elenca i primi. Torniamo in ostello, appena in tempo per non restare chiusi fuori dal cancello. Sono le undici e siamo distrutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Marted\u00ec 24 maggio. Quinta tappa: Piacenza \u2013 Fiorenzuola. 32 km<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/08-giov5tappa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-410\" title=\"08 giov5tappa\" src=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/08-giov5tappa.jpg?w=200\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/08-giov5tappa.jpg 622w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/08-giov5tappa-201x300.jpg 201w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/08-giov5tappa-600x896.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Sveglia alle 6.30, ritrovo alle 7.30. Antonella non ce la fa proprio, resta in ostello. Gli altri partono, la tappa \u00e8 impegnativa. Usciamo da Piacenza e ci dirigiamo verso localit\u00e0 i Vaccari. La strada \u00e8 faticosa e, a tratti, addirittura pericolosa. Qui la Francigena pare non interessare a nessuno.<br \/>\nIn localit\u00e0 San Giorgio Piacentino, ci fermiamo alla Trattoria Perazzi. L&#8217;accoglienza \u00e8 schietta, come il cibo. Alle pareti fotografie in bianco e nero di vecchi partigiani. Giuseppe Perazzi caduto per la libert\u00e0. Leggiamo la notizia del giorno: Calderoli afferma che Al-Qaeda sostiene Pisapia.<br \/>\nRiprendiamo la strada. Il sole \u00e8 inclemente, non c&#8217;\u00e8 una pianta fino al Castello di Paderna. \u00c8 il proprietario ad accoglierci. Un piccolo maniero trasformato in laboratorio di idee: biodiversit\u00e0, riforestazione, piante antiche e rare e molti matrimoni per stare in piedi.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/06-giov5tappa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-412\" title=\"06 giov5tappa\" src=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/06-giov5tappa.jpg?w=300\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/06-giov5tappa.jpg 929w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/06-giov5tappa-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/06-giov5tappa-600x402.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Passiamo l&#8217;antico guado dello Zena, traversiamo il Robbio. Per farlo ci togliamo le scarpe e i calzini. Il refrigerio del torrente ci rinvigorisce e ci sprona ad affrontare l&#8217;ultimo tratto. Arriviamo al tramonto, dopo dodici ore di cammino.<br \/>\nAlberghiamo nel teatro di Fiorenzuola. Bellissimo teatro lirico della fine del settecento.<br \/>\nA cena si ride molto, la testa fra le mani per la stanchezza. Si tenta di discutere (Saviano, il successo, i pericoli del successo, -esperto di tutto, ma \u00e8 colpa sua?).<br \/>\nRoberta ci fa ridere per la sua nostalgia dei cannelloni: <em>voglio una sdaura che tira la sfoglia<\/em> &#8211; dice Roberta che ha fatto il corso per diventare sfoglina. Andiamo a letto. Spegniamo le luci del teatro, abbiamo portato le brandine sul palco, ecco stiamo in silenzio. Domani tappa impegnativa, Fiorenzuola Fidenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Mercoled\u00ec 25 maggio. Sesta tappa: Fiorenzuola \u2013 Fidenza, 22 km<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/01giov-6tappa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-414 alignleft\" title=\"01giov 6tappa\" src=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/01giov-6tappa.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"202\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/01giov-6tappa.jpg 929w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/01giov-6tappa-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/01giov-6tappa-600x402.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Partiamo alle 8.30 da Fiorenzuola. Prima sosta, dopo un chilometro, alla cascina Battibue. Un bastardino ci accoglie baldanzoso, seguito da un dalmata maschio che si butta per terra. I proprietari, una coppia sorridente e sana ci mostrano con orgoglio il caseificio e l&#8217;antica ghiacciaia. Non c&#8217;\u00e8 differenza tra forme architettoniche religiose e agricole. Il caseificio ha pianta esagonale come il battistero di Parma, la ghiacciaia scende sotto il livello del pavimento, sei sette metri; al centro l&#8217;acustica \u00e8 suggestiva, la tua stessa voce risuona e vibra, come sotto una cupola a forma di proiettile. Dispiace partire, un pavone fa la ruota e piega le piume, in un rituale di corteggiamento pi\u00f9 sensuale di una danza orientale.<br \/>\nArriviamo a Chiaravalle, di nuovo colpisce la perfezione matematica delle volte, del chiostro, degli spazi. \u00c8 ora di pranzo, il chiostro \u00e8 deserto e all&#8217;entrata si sentono odori di cucina. A scuotere i sensi un bacile dove galleggiano petali di rosa; maggio \u00e8 il mese della Madonna.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/camminacammina.files.wordpress.com\/2011\/05\/05giov-6tappa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-369\" title=\"05giov 6tappa\" src=\"http:\/\/camminacammina.files.wordpress.com\/2011\/05\/05giov-6tappa.jpg?w=300\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/05giov-6tappa.jpg 929w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/05giov-6tappa-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/05\/05giov-6tappa-600x402.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Sosta a Contado Marchesi, chiesa romanica, i ragazzi giocano a pallone (dove trovano le energie sotto questo sole?), le ragazze a pallavolo o chiacchierano sotto l&#8217;ombra di un ciliegio, i rami toccano terra, appesantiti dai frutti. Molte, moltissime amarene, color rubino.<br \/>\nArriviamo a Fidenza, attraversiamo una rotonda, i vigili ci fermano e chiedono dove stiamo andando: <em>Convento dei Cappuccini.<\/em><br \/>\nPrendiamo possesso delle stanze, o meglio, delle celle. Alcuni si lavano, altri fanno il bucato, qualcuno va a fare la spesa, questa sera stiamo in casa, c&#8217;\u00e8 la cucina.<br \/>\nFrittata di farina di ceci, risotto agli asparagi, insalata, melone. Domani comincia la salita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Gioved\u00ec 26 maggio. Settima tappa: Fidenza \u2013 Fornovo.<\/em> <em>38 km<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/002-tappa7.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-415\" title=\"002 tappa7\" src=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/002-tappa7.jpg?w=300\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"178\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/002-tappa7.jpg 500w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/002-tappa7-300x178.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Siamo partiti alle 8.30, in ritardo; \u00e8 il terzo giorno che facciamo fatica a partire, forse la stanchezza, un poco di indecisione nel caricare i bagagli, e la confidenza di cinque giornate insieme. Quelli che ce l&#8217;hanno fatta son pochi e molto uniti. Gianluca ci aspetta alla Pieve di Cabriolo, \u00e8 un esperto camminatore di Fidenza, infermiere e poeta.<br \/>\nUn filare ordinato di gelsi conduce alla pieve, prima tappa della Francigena. La Pieve \u00e8 dedicata a Thomas Becket, un antico tempietto dei templari, trasformato in cappella della <em>mansio<\/em> militare e affrescato dal maestro della trinit\u00e0. A sinistra, tre calici rappresentano la trinit\u00e0 in maniera insolita, cio\u00e8 come tre enti distinti. L&#8217;arcangelo Michele pesa le anime, Madonna, Ges\u00f9 e Giuseppe figurano sorridenti. L&#8217;autore dell&#8217;affresco ha accentuato la rotondit\u00e0 del ventre di Cristo, ombelico del mondo.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/001-tappa7.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-416\" title=\"001 tappa7\" src=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/001-tappa7.jpg?w=300\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"170\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/001-tappa7.jpg 500w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/001-tappa7-300x170.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Superiamo Santa Margherita e raggiungiamo il Castello di Costamezzana. Un fornaio sbuca da una curva e alza il braccio in segno di saluto, poi rallenta. Si sporge dal finestrino e ci lancia dei pani appena sfornati. Il cielo sulla Cisa diventa scuro e le nuvole si addensano, promettono pioggia. Sosta nei pressi di Medesano, Gianluca ci insegna a giocare con gli acronimi, con un esperimento di scrittura collettiva componiamo il suo, Gianluca: genuino, amante, natura, libera, una, coscienza, acritica. Camminiamo lungo la ciclabile, incontriamo Padre Johnson. Lo avviciniamo, scattiamo una fotografia di gruppo e lo festeggiamo. Padre Johnson sta percorrendo le nostre medesime tappe in occasione del cinquantesimo anniversario del sacerdozio. Siamo a met\u00e0 tappa, alcuni di noi sono stanchi, Fabiola perde sangue dal naso, io sono cotto. Il cielo brontola e diventa nero, al di l\u00e0 del Taro. Aspettiamo un pellegrino in arrivo alla stazione di Fornovo, proveniente da Roma. Gianluca corre in stazione, a prendere l&#8217;ultimo treno per Fidenza. Improvvisamente uno scroscio rinfresca l&#8217;aria, la pioggia tanto attesa.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/004-tappa7.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-417\" title=\"004 tappa7\" src=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/004-tappa7.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"167\" \/><\/a>Alloggiamo in una casa delle Poverelle di Santa Maria, una vecchia colonia della fine dell&#8217;ottocento, ampliata nel 1920. Ad abitarla tre giovanissime suore del Madagascar. Quando aprono le porte delle camerate sembrano non averle mai viste, nemmeno loro: bagni, docce, salotti. Ceniamo insieme, la cuoca ha preparato la pasta. Domani \u00e8 dura: ci aspetta il primo pezzo della Cisa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Venerd\u00ec 27 maggio. Ottava tappa: Fornovo \u2013 Cassio. 28 km<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/001-8tappa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-419\" title=\"001 8tappa\" src=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/001-8tappa.jpg?w=300\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"231\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/001-8tappa.jpg 500w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/001-8tappa-300x231.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Siamo partiti alle 8 in punto. Oggi Manuel, Fabiola e Giulia ci lasciano, tornano a casa. Rimaniamo in parola che ci rivediamo tutti a Milano, alla Cascina Cuccagna. Antonio \u00e8 arrivato alle 7.30. Jonny e la sua amica sono scesi dal treno da Bologna alle 7.45. le amiche di Giovanni sono di Bologna, <em>San Giovanni in Persiceto <\/em>&#8211; precisano. Ordinati, lasciamo il Duomo alle spalle, imbocchiamo via Marconi e iniziamo la salita, un tornante, un altro. Oggi \u00e8 tappa di montagna. Dislivello di 800 metri in 20 km di tragitto. Il sole \u00e8 velato e si sente meno caldo grazie al vento. Alla prima sosta il gruppo si ricompatta, chi si toglie scarpe e calzini per fare respirare i piedi, chi si disseta. Un altro Di Imola \u00e8 arrivato alle 8.15, ha avvertito. Spunta dai tornanti con passo deciso, sorride. Michele di Roma si rialza in piedi, s&#8217;aiuta con la racchetta, ha occhi blu prussia di bambino ingenuo e di stupore. Ripartiamo, una cappellina ad una forcella ci spinge verso valle, Antonio scivola sul brecciolino e per un istante temiamo si sia fatto male. Invece niente. Si rialza, pulisce la mano da due sassolini e riparte. Imbocchiamo la provinciale per un lungo tratto, fino alla sosta successiva, un albero carico di ciliegie, a fianco di una cappella votiva. Lungo il percorso, come tante stazioni di una via crucis, cappelle e monasteri dell&#8217;XI secolo segnano i cambi di pendenza. Ci fermiamo in un pratino davanti alla Pieve di Boiardo.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/003-8tappa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-420\" title=\"003 8tappa\" src=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/003-8tappa.jpg?w=200\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/003-8tappa.jpg 247w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/003-8tappa-201x300.jpg 201w\" sizes=\"auto, (max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Proseguiamo verso Terenzo, la pendenza aumenta, si suda, nonostante il vento che scende dalle vallate intorno. Proseguiamo attraverso un sentiero nel bosco, il vento scuote le chiome degli alberi, le foglie tremolano. L&#8217;insieme dei rumori, chiome, foglie, rami sembrano una danza vorticosa. Sudati ma molto felici, sbuchiamo al castello di Casola. Dominiamo la pianura: Parma, in lontananza, e dall&#8217;altra parte Luni, la Toscana.<br \/>\nTroviamo un piccolo albergo, come di montagna, ci fermiamo a mangiare. Due motociclisti tedeschi hanno appena finito di bere un cappuccino. Ci sono solo altri due avventori con un cane: due svizzeri, madre anziana, figlio, e un <em>weimaraner<\/em> dagli occhi ghiaccio. Hanno difficolt\u00e0 ad ordinare e ci chiedono un consiglio. Ordiniamo tutti insieme 15 pappardelle al sugo di carne e una in bianco, Federica \u00e8 vegetariana. \u00c8 il cane di Goethe &#8211; dice lo svizzero &#8211; ma \u00e8 meno intellettuale. Goethe l&#8217;intellettuale, Goethe l&#8217;esteta, il sensuale, lo studioso dei colori, il viaggiatore d&#8217;Italia, colui che \u00e8 entrato in Roma su una portantina, colui che ha scritto del tempio di Paestum coperto di merda di pecora.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/002-8tappa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-421\" title=\"002 8tappa\" src=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/002-8tappa.jpg?w=300\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/002-8tappa.jpg 500w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/002-8tappa-300x201.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>L&#8217;oste si china a raccogliere le foglie strappate dal vento, stupisce la forza. Riprendiamo la carrareccia, tra i boschi, il sentiero si assottiglia e scende ripido, <em>malacosta<\/em> lo chiamano i locali. Arriviamo a Cassio, luogo isolato, abbandonato, che porta i segni della decadenza alla fine degli anni Sessanta, in corrispondenza della costruzione dell&#8217;A1. Sembra la trama di <em>Cars<\/em>.<br \/>\nCena da Veronica, di fronte all&#8217;ostello, l&#8217;albergo \u00e8 una struttura moderna, con una facciata piena di finestre con molti vetri di alluminio, c&#8217;\u00e8 un tale silenzio qui, non passa nessuno, eppure un tempo doveva essere molto trafficato, i camion soprattutto. Il ristorante \u00e8 stato rilevato da una famiglia di estoni.<br \/>\nDopo cena, si discute attorno al tavolo del senso della camminata, alcuni propongono di migliorare la comunicazione, soprattutto locale, avvertendo del nostro passaggio i comuni, altri addirittura di volantinare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sabato 28 maggio. Nona tappa: Cassio \u2013 Cisa. 27 km<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_423\" aria-describedby=\"caption-attachment-423\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/002-vespr9tappa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-423\" title=\"002 vespr9tappa\" src=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/002-vespr9tappa.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"140\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/002-vespr9tappa.jpg 720w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/002-vespr9tappa-300x66.jpg 300w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/002-vespr9tappa-600x132.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-423\" class=\"wp-caption-text\">(Foto Alberto Vesprini)<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo partiti dall&#8217;ostello di Cassio alle 8.00. Alcuni di noi erano svegli gi\u00e0 dalle sette, io e Antonio dalle sei. Antonio si \u00e8 alzato piano, compiendo piccoli gesti meticolosi, si sfrega il ginocchio con l&#8217;arnica, apre la finestra, il cielo \u00e8 limpido. Dalla finestra entra un&#8217;aria fredda, mi tiro il sacco a pelo sopra la testa, poi mi faccio forza, \u00e8 ora di mettersi in moto. Il vento ha ululato tutta notte sotto i coppi del tetto e ha ripulito le nubi minacciose della sera. Scendo dalle scale e apro le porte delle camerate, alcuni sonnecchiano, altri, svegliati dal rumore, aprono gli occhi. Vado al bar e do un&#8217;occhiata alle notizie del giorno. Arrivano Antonio e Giovanni, sono i primi e stanno discutendo animatamente. Antonio \u00e8 rimasto sveglio la sera prima e riporta i suggerimenti e le osservazioni degli altri su come migliorare l&#8217;organizzazione di Cammina cammina. Antonio puntualizza, Giovanni ribatte, si giustifica, spiega. Arrivano anche gli altri, tranne due o tre, ci siamo tutti. Ho lasciato le mappe sul tavolo, cos\u00ec ognuno pu\u00f2 farsi un&#8217;idea della tappa. Siamo stati fortunati, la giornata \u00e8 splendida, decidiamo di fare la Cisa. Anselmo, il gestore dell&#8217;ostello, mi insegue per consegnarmi la fattura e dice di evitare alcuni tratti di Francigena: l&#8217;erba lunga e bagnata pu\u00f2 farci scivolare e poi ci infangheremmo. Invece il sole ha asciugato i sentieri e l&#8217;erba \u00e8 coperta solo da un leggero strato argentato di rugiada che rimuoviamo col nostro passaggio.<\/p>\n<figure id=\"attachment_424\" aria-describedby=\"caption-attachment-424\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/004-vespr9tappa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-424\" title=\"004 vespr9tappa\" src=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/004-vespr9tappa.jpg?w=300\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/004-vespr9tappa.jpg 720w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/004-vespr9tappa-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/004-vespr9tappa-600x450.jpg 600w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/004-vespr9tappa-135x100.jpg 135w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-424\" class=\"wp-caption-text\">(Foto Alberto Vesprini)<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fabiola e Roberta oggi guidano, una ha legato il <em>garmin<\/em> allo spallone dello zaino, l&#8217;altra consulta di tanto in tanto la stampata del percorso. Alcuni tratti son sbarrati col filo spinato (i cinghiali, forse) per scavalcare agli uomini sono riservati steccati a forma di scaletta muniti di pioli di legno. Sbuchiamo a Berceto alla fine di una lunga discesa. Ognuno ha un&#8217;ora per procurarsi del cibo. Ci sparpagliamo per il paese, allegro come una localit\u00e0 balneare. In fondo ad un vicolo stretto un piccolo fornaio, la focaccia \u00e8 finita, ci sono solo pagnotte. Ne prendo una, esco e mi siedo su un muretto al sole. Mi libero delle scarpe e tolgo i calzini e li lascio al sole ad asciugare. Arrivano Jonny, Federica e pi\u00f9 indietro Antonio e Michele. Entrano in farmacia, mentre Federica tira fuori dallo zaino un sacchetto di noci. Spezziamo il pane e mangiamo pane e noci. Antonio esce e si sistema i cerotti, ha un alluce valgo e gli duole. Michele rimane in farmacia, lo aspettiamo, poi, visto che non esce pi\u00f9, decidiamo di aspettarlo in piazza. Giovanni \u00e8 in mezzo alla piazza e raccoglie i soldi per l&#8217;ostello. Un ciclista ha forato e sta cambiando la gomma sotto l&#8217;ombra degli alberi. si vede Michele in lontananza, che agite le braccia, ha deciso di finire la tappa in auto. Partiamo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_425\" aria-describedby=\"caption-attachment-425\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/003-vespr9tappa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-425\" title=\"003 vespr9tappa\" src=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/003-vespr9tappa.jpg?w=300\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/003-vespr9tappa.jpg 720w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/003-vespr9tappa-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/003-vespr9tappa-600x450.jpg 600w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/003-vespr9tappa-135x100.jpg 135w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-425\" class=\"wp-caption-text\">(Foto Alberto Vesprini)<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fabiola riaccende il <em>gps<\/em>, fatica ad orientarsi, cerchiamo il Duomo, via Roma. Gli altri si sono accodati spontaneamente a uno del gruppo che per istinto si incammina nella direzione da cui siam venuti, ma la Francigena \u00e8 dalla parte opposta. Ne nasce un piccolo diverbio sulla conduzione del gruppo. Fabiola timidamente sta prendendo il comando, sta crescendo, entro sera avr\u00e0 in mano il gruppo (del resto \u00e8 capotreno). Imbocchiamo un sentiero, cinque chilometri di dislivelli, pause e ripartenze. I prati son pieni di borragine che colora di violetto i prati verdissimi. Dappertutto odore di tigli in fiore. Quando arriviamo in vetta si vede il mare, ha lo stesso colore grigio verde delle cime delle montagne. Ci sediamo nell&#8217;erba, in cerchio. C&#8217;\u00e8 chi si sdraia appoggiando la testa sullo zaino, chi scartoccia il pranzo: un pezzo di crostata, un poco di frutta secca. Giulia gira con il sacchetto delle albicocche disidratate e le offre. Il vento sbuca dalla vallata e anima l&#8217;erba lunga dei prati, agitandola come chiome. Il rumore dell&#8217;autostrada in fondo alla valle si sente lontanissimo, come una reminiscenza. Ci guardiamo l&#8217;un l&#8217;altro felici, sudati, stanchi, con la pelle dei volti arrossata dal sole e dalla fatica. Sembriamo chiederci l&#8217;un l&#8217;altro come abbiamo fatto a conservarci cos\u00ec puri. Qualcuno accende il telefono, qualche messaggio qua e l\u00e0. Le auto ci aspettano al bar sulla statale, scendiamo il sentiero pi\u00f9 scosceso tra fitti rami di alloro che attraversiamo come una galleria, tra i rami non filtrano nemmeno i raggi del sole. Il bar \u00e8 pieno di motociclisti, mentre aspettiamo gli ultimi, ci sediamo al sole sui gradini del santuario. Nell&#8217;aria c&#8217;\u00e8 odore di formaggio marzolino e di gas di scarico delle moto, quello \u00e8 il loro punto di ritrovo. Di fronte ai gradini, sulla strada, sorge un edificio in cemento armato con moltissime finestre e un tetto spiovente due piani. Pare chiuso da anni. Il negozio dalla cui porta proveniva il profumo dei formaggi ha un&#8217;insegna nuova nuova: souvenir della Cisa. Quella vecchia, che spunta sotto risale al ventennio (lo si capisce dai caratteri), riporta la scritta: salumi e formaggi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_426\" aria-describedby=\"caption-attachment-426\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/001-vespr9tappa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-426\" title=\"001 vespr9tappa\" src=\"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/001-vespr9tappa.jpg?w=300\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/001-vespr9tappa.jpg 720w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/001-vespr9tappa-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/001-vespr9tappa-600x450.jpg 600w, https:\/\/www.repubblicanomade.org\/wp-content\/uploads\/2011\/06\/001-vespr9tappa-135x100.jpg 135w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-426\" class=\"wp-caption-text\">(Foto Alberto Vesprini)<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Souvenir della Cisa? Ma quali souvenir, \u00e8 tutta roba da mangiare<\/em> &#8211; dice Antonio. Ci siamo tutti, la tappa \u00e8 finita, ma alcuni vogliono scendere a Berceto a piedi, lungo la statale (abbiamo creato dei mostri). Ci ritroviamo pi\u00f9 tardi alla collegiata del seminario arcivescovile, prendiamo possesso delle celle. <em>Una volta non c&#8217;erano i letti a castello, altrimenti ci si sarebbe inchiappettati tutti a vicenda <\/em>&#8211; dice Antonio ricordando il suo primo Esordio.<br \/>\nEsco a far ginnastica nel giardino del collegio. Un&#8217;altra struttura religiosa destinata alla formazione di preti che risulta del tutto spropositata rispetto al numero odierno di vocazioni. Quale sar\u00e0 il destino di tutte questi luoghi progettati per il ritiro spirituale? Non basta certo mettere i letti a castello nelle celle per trasformarli in ostelli o peggio ancora in alberghi. Torno in camera e getto un&#8217;occhiata al refettorio. La cucina \u00e8 attrezzatissima e obbliga a preparare la cena comunitaria. Chi non si \u00e8 ancora fatto la doccia va a fare la spesa, chi \u00e8 pronto apparecchia, prepara il soffritto, affetta i pomodorini. A cena siamo in sedici, altri tre sono arrivati in stazione, da Pisa, da Roma, da Livorno. Scopriamo che, oltre a noi, nella collegiata ci sono altre due famiglie di Parma con sei bambini. Dopo un iniziale momento di imbarazzo sull&#8217;occupazione della cucina, decidiamo di cucinare e cenare tutti insieme. In cucina si sentono accenti di diverse regioni, arriviamo ad un punto di distinzione tale da cogliere sfumature tra Parma e Bologna, tra Pisa e Livorno, nei modi dire, nelle ricette, nel modo di pensare.<br \/>\nSiamo molto stanchi, gli ultimi arrivati vanno a letto, l&#8217;indomani devono svegliarsi alle cinque se vogliono fare la Cisa. Antonio e Jonny fanno una passeggiata e restano chiusi fuori (ma questo lo sappiamo solo il mattino dopo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Breve pausa<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Doppiamente felice (breve rientro a casa) Perch\u00e9 ci sono stato e ci posso tornare (davvero posso?).<br \/>\nCammina cammina \u00e8 un&#8217;esperienza esaltante. Ho incontrato persone libere e felici. Le voglio ringraziare tutte perch\u00e9 abbiamo condiviso insieme questi primi dieci giorni. Camminare \u00e8 indubbiamente la dimensione del pensiero umano (5km\/h). Senza scomodare l&#8217;Heidegger de <em>In cammino verso il linguaggio<\/em> (del resto non poteva intitolarlo in sosta, in corsa, in volo), ho la sensazione che camminare consenta autenticit\u00e0, qui e ora, <em>da sein<\/em> appunto. Perch\u00e9 fermi si muore e perch\u00e9 il viaggio \u00e8 la ricompensa. Ecco come si presenta Cammina cammina, un&#8217;occasione per stare con se stessi, per sentirsi, insieme agli altri. Una piattaforma aperta, senza pregiudiziali. Cammina cammina non dichiara nemici, non obbliga allo schieramento. Si manifesta in una forma instabile, deregolamentata, perci\u00f2 obbliga a sapere, ad informarsi, ad adattarsi alle mutevoli condizioni del pellegrino. A prendersi cura di se stessi e degli altri e in tempi cost\u00ec rapidi che non c&#8217;\u00e8 possibilit\u00e0 di rimedio, scorciatoie o, ancor peggio, di scaricare sugli altri il peso del proprio zaino. Ringrazio le persone che hanno reso possibile tutto questo e anche di pi\u00f9: lo hanno fatto col sorriso (Fabiola, Roberta, Giulia, Erica). Forse quel sorriso che \u00e8 mancato a me (la stanchezza soprattutto e la responsabilit\u00e0). Le ringrazio per non avermi chiesto di essere organizzatore, guida, pastore, decisore, capo gruppo etc, ma semplicemente uno presente e che si defila volentieri. Per tutto questo arrivederci a Sarzana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le prime nove tappe di &#8220;Cammina cammina&#8221; nel diario di viaggio di Tiziano Colombi<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[29,20,31],"tags":[28,47,45],"class_list":["post-399","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cammina-cammina-2","category-imagimondo","category-post-recenti","tag-cammina-cammina","tag-diario-del-cammino","tag-tiziano-colombi"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>20 - 28 maggio 2011: da Milano al Passo della Cisa - Associazione culturale Repubblica Nomade<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/index.php\/2011\/06\/01\/20-28-maggio-2011-da-milano-al-passo-della-cisa\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"20 - 28 maggio 2011: da Milano al Passo della Cisa - Associazione culturale Repubblica Nomade\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Le prime nove tappe di &#8220;Cammina cammina&#8221; 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