{"id":6815,"date":"2023-03-06T18:09:06","date_gmt":"2023-03-06T17:09:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.repubblicanomade.org\/?p=6815"},"modified":"2024-08-10T16:32:37","modified_gmt":"2024-08-10T18:32:37","slug":"le-voci-dei-ragazzi-di-pomigliano-darco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.repubblicanomade.org\/index.php\/2023\/03\/06\/le-voci-dei-ragazzi-di-pomigliano-darco\/","title":{"rendered":"Le voci dei ragazzi di Pomigliano D&#8217;Arco"},"content":{"rendered":"<p>Durante il giro di presentazione del Cammino dei due vulcani tra il 3 e il 6 novembre 2022 nella provincia di Napoli, a Pomigliano D&#8217;Arco presso il liceo Vittorio Imbriani alcuni allievi ci hanno fatto dono di pensieri emersi inerenti i temi trattati quel giorno. Con gioia li condividiamo.<\/p>\n<p><strong>Pensieri e riflessioni degli studenti della terza d classico del liceo \u201cVittorio Imbriani\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Camminare \u00e8 l&#8217;azione che l&#8217;uomo compie incessantemente per tutta la vita, anche quando \u00e8 fermo, egli continua a spostarsi con la mente, percorre sentieri inesplorati e vicoli ciechi, strade asfaltate e sterrate. Nel momento in cui si addormenta nella sua testa il moto non cessa, anzi, subentrano i sogni, un labirinto sconclusionato. Alcune volte per\u00f2 camminare non basta, bisogna correre, altre volte ci si pu\u00f2 permettere di rallentare. Talvolta ci si rende conto di non camminare da soli, ma affiancati da altre persone che percorrono la stessa strada. Spesso si parte da un cammino conosciuto per poi trovarsi il luoghi mai visti e se non si sta attenti si rischia di perdersi, ma l&#8217;importante \u00e8 riuscire poi ad orientarsi nuovamente e proseguire. Per questo credo che il cammino sia connaturato in ogni essere umano.<\/p>\n<p><strong>Claudia Di Rienzo<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Soffia un leggero venticello, quasi primaverile, sposto lo sguardo verso quell\u2019albero, piccolo, ma con grandi foglie dorate che volteggiano delicatamente, leggiadre e leggere, come sono i miei pensieri. Mi alzo da questa romantica panchina dove mi ero un po\u2019 assopita e inizio a camminare, e i miei passi diventano sempre pi\u00f9 lenti, quasi sfiorano la strada, sempre pi\u00f9 lentamente, come se avessi paura di scoprire qualcosa di nuovo e allo stesso tempo meraviglioso, mi avvicino alla ringhiera della mia anima per sporgermi verso l\u2019infinito, l\u2019azzurro del mare, il verde delle cime, le dolci colline. Il mio sguardo si perde e non \u00e8 la solita emozione, non \u00e8 un\u2019emozione ordinaria, \u00e8 un\u2019emozione mistica, quasi scopro l\u2019infinito, provo ci\u00f2 che forse provava Leopardi mentre guardava la siepe: \u201cIo nel pensier mi fingo, ove per poco il cor non si spaura.\u201d Avverto una carezza, la carezza di Dio. In questo infinito c\u2019\u00e8 sacralit\u00e0, sentimento, poesia e mistero. L\u2019anima \u00e8 come una terrazza tra le grandezze della natura, dove l\u2019amore \u00e8 senza pregiudizi e le anime possono camminare insieme o solitarie verso la vita che pu\u00f2 essere un incanto.<\/p>\n<p><strong>Vittoria Busiello <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quella giornata sembrava voler continuare ad urlarle contro di tornare sotto le coperte, nell\u2019oscurit\u00e0 della sua stanza, e di non uscire mai pi\u00f9.<\/p>\n<p>Il compito di quella materia in cui proprio non riusciva era andato davvero male e il coraggio di tornare a casa svaniva passo dopo passo.<\/p>\n<p>Gli occhi di tutti nel corridoio sembravano puntati su di lei nonostante non lo fossero, si sentiva osservata e quella sensazione l\u2019accompagn\u00f2 finch\u00e9 a pieni polmoni non respir\u00f2 l\u2019aria dell\u2019immenso cortile.<\/p>\n<p>No, non ci sarebbe tornata a casa. Aveva bisogno di riflettere e di trovare un percorso che sapesse liberare la sua mente da tutti quei pensieri intrusivi che non la lasciavano stare.<\/p>\n<p>Ma non aveva proprio idea di dove andare.<\/p>\n<p>Le cuffie le stringevano la testa e la musica iniziava a donarle un senso di comfort.<\/p>\n<p>I suoi piedi si mossero veloci per allontanarsi dalla zona della scuola e furono indirizzati da qualche forza superiore che le urlava di perdersi per ritrovare se stessa.<\/p>\n<p>Camminava, camminava e ancora camminava.<\/p>\n<p>Il suo passo era veloce, sembrava seguire il ritmo dei suoi pensieri che quasi martellanti urtavano contro le sue tempie.<\/p>\n<p>Eppure non sentiva alcun dolore, n\u00e9 alla testa n\u00e9 ai piedi.<\/p>\n<p>Si sentiva pi\u00f9 leggera, pi\u00f9 libera.<\/p>\n<p>E quel venticello che le scompigliava i morbidi capelli l\u2019accompagnava tra una chiacchiera e l\u2019altra con se stessa.<\/p>\n<p>Il parco in cui era finita sembrava non avere una fine e quando stava per uscirne una voce sovrast\u00f2 la musica.<\/p>\n<p>Era una donna.<\/p>\n<p>Sembrava star piangendo, mentre sbraitava al telefono premuto con forza al suo orecchio.<\/p>\n<p>\u201cFinisce qua, sono esausta!\u201d<\/p>\n<p>La giovane ferm\u00f2 la musica e le si avvicin\u00f2.<\/p>\n<p>\u201cMi scusi\u2026va tutto bene?\u201d<\/p>\n<p>Guardandola da vicino si accorse che aveva un occhio nero e il trucco completamente sbavato a causa delle troppo lacrime.<\/p>\n<p>No, non andava bene ed era palese.<\/p>\n<p>La donna aveva intorno ai trenta anni, ed era davvero bella, nonostante tutto.<\/p>\n<p>Inizialmente non ripose a quella domanda, ma dopo qualche minuto di attesa, con una flebile voce sussurr\u00f2 qualcosa.<\/p>\n<p>\u201cCosa faresti se un uomo ti privasse dei tuoi sogni?\u201d<\/p>\n<p>La ragazza, spiazzata, le chiese se le andasse di camminare con lei, aveva bisogno di camminare per riflettere su quella domanda.<\/p>\n<p>La donna sorrise lievemente e acconsent\u00ec. Forse vide nella giovane un\u2019estranea a cui aggrapparsi.<\/p>\n<p>Passarono molti minuti di silenzio.<\/p>\n<p>Un silenzio assordante, quasi fastidioso che sembrava il rumore della pioggia durante un temporale. Venne poi spezzato dalla ragazza che ora sentiva di poterle dare una risposta.<\/p>\n<p>\u201cFaccio questi passi con il cuore in gola.<\/p>\n<p>Sono uscita da scuola con l\u2019obiettivo di non pensare ai miei problemi e inseguire un percorso nel nulla, ma ho incontrato lei.<\/p>\n<p>Io non sono una persona particolare, sono una ragazza come tante con i problemi di tutte le adolescenti, ma se c\u2019\u00e8 una cosa che so, che so bene, mai mi far\u00f2 privare dei miei sogni.<\/p>\n<p>E forse era destino che io la incontrassi per ricordarmelo, per ricordarmi di alzare sempre la testa di fronte alle difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>E forse era destino che io intraprendessi questo cammino per permettere a lei di iniziarne uno con se stessa e allontanarsi da un uomo che le provocava dolore fisico e mentale e che le impediva di essere essenzialmente se stessa.\u201d<\/p>\n<p>Non si guard\u00f2 indietro la giovane. Continu\u00f2 a camminare.<\/p>\n<p>Quei passi avevano cambiato la sua giornata e col senno di poi vi dico la sua intera vita.<\/p>\n<p>Era riuscita attraverso quella passeggiata a comprendere che non doveva annullarsi per dei pensieri che continuavano ad assillarla senza piet\u00e0 e soprattutto che camminare pu\u00f2 farti scoprire mondi nuovi, dentro e fuori.<\/p>\n<p><strong>Rossana Nappo<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A poco, a poco tutto<\/p>\n<p>inizia ad essere pi\u00f9 pesante:<\/p>\n<p>qualcosa si \u00e8 rotto.<\/p>\n<p>L\u2019animo errante,<\/p>\n<p>le strade un tempo conosciute<\/p>\n<p>si trasformano in vie ignote.<\/p>\n<p>Il battito accelera,<\/p>\n<p>il pensiero degenera.<\/p>\n<p>Non serve compagnia<\/p>\n<p>quando la mente \u00e8 in agonia<\/p>\n<p><strong>Aurora Gallina<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il cammino, inteso come atto, \u00e8 quell\u2019azione che consiste nel muoversi utilizzando i piedi.<\/p>\n<p>L\u2019azione del camminare pu\u00f2 essere sia fisica che mentale\/interiore e come afferma Ippocrate: \u201cCamminare \u00e8 la migliore medicina per l\u2019uomo\u201d.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 implica che, oltre ad essere un ottimo esercizio fisico, \u00e8 un ottimo esercizio mentale poich\u00e9 stimola il ragionamento.<\/p>\n<p>Il cammino interiore, lo si pu\u00f2 paragonare ad un viaggio che avviene nella nostra anima ed analizza la nostra coscienza.<\/p>\n<p>Ognuno di questi viaggi che avviene in noi porta frutti incredibili e favorisce cambiamenti e crescita personale.<\/p>\n<p>Infine, io credo che camminare attraverso le strade tortuose e le viuzze dell\u2019anima sia l\u2019unico modo per scoprire e riscoprire se stessi e il mondo.<\/p>\n<p><strong>\u00a0Vincenzo Panico<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Camminare \u00a0in citt\u00e0, in un luogo conosciuto, in riva al mare o su qualche ignoto sentiero montano, per un\u2019ora o per mesi,\u00a0\u00e8 probabilmente l\u2019attivit\u00e0 che meglio connota l\u2019essere umano. Camminare ci porta a\u00a0scoprire il mondo circostante, a conoscerlo realmente grazie ai nostri sensi e non solo\u00a0attraverso le immagini di uno schermo. Camminare\u00a0 \u00e8 una forma di meditazione, che presuppone calma, lentezza, equilibrio e curiosit\u00e0 e che spesso funge anche da\u00a0ispirazione. Camminare da soli \u00e8 diverso dal camminare in compagnia perch\u00e9 camminando da soli si ritrova una dimensione interiore che si credeva perduta e, soprattutto, si\u00a0riscopre il valore del silenzio che \u00e8 condizione necessaria per elaborare i pensieri, invece quando si cammina in compagnia non si tende ad ascoltare il silenzio, ma si \u00e8 distratti dalle voci circostanti e diventa pi\u00f9 difficile riordinare i pensieri. Rousseau afferma che: \u201cMai ho pensato, ho vissuto, sono stato vivo e me stesso, se cos\u00ec posso dire, come in quei viaggi che ho fatto a piedi e da solo&#8221; . Camminare aiuta a riflettere meglio, in quanto, tutte le pi\u00f9 grandi riflessioni sono concepite mentre si cammina. Al giorno d\u2019oggi il camminare viene molto sottovalutato, si tende ad andare sempre di fretta, a non avere il tempo di fare nulla e per comodit\u00e0 si utilizzano i mezzi di trasporto. Si sottovaluta l\u2019importanza di respirare aria fresca e di afferrare la vita con le mani e con i \u201cpiedi\u201d. Camminare \u00e8 dunque un efficace modo per non smettere mai di\u00a0meravigliarsi, per continuare a sorridere e riscoprire la bellezza del mondo,\u00a0semplicemente a portata di\u2026 passo.<\/p>\n<p><strong>Paola La Marra<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Vivo in una citt\u00e0 interamente costituita di nebbia, vivo nella mia citt\u00e0 di nebbia.<\/p>\n<p>Qui non vi sono molte persone, non sembrano essere necessarie.<\/p>\n<p>Ad oggi si conta un solo abitante, e quello sono proprio io. Cammino per le strade, attraverso gli incroci e le vie pi\u00f9 pericolose, quelle pi\u00f9 segrete. Sono sola e credo di esserlo sempre stata.<\/p>\n<p>Cammino per ore ed ore, non sembro patire molta stanchezza, tantomeno fame: qui, nella mia citt\u00e0 di nebbia tutto si teme, troppo si prova. Ma ci\u00f2 non sembra realmente importare.<\/p>\n<p>Cammino persino sotto la prepotenza di un temporale o contro le raffiche del vento. Spesso attendo di vedere un raggio di sole spuntare tra i grigi nuvoloni, ma il sole non sembra mai farsi vedere.<\/p>\n<p>Nel frattempo continuo a camminare e cerco riparo dai passi che comincio a sentir correre intorno a me. Li sento, lo posso giurare. Eppure, qui, nella mia citt\u00e0 di nebbia, ci sono sempre e soltanto io: quei passi, per\u00f2, continuo a sentirli, mi hanno circondata.<\/p>\n<p>Allora comincio a correre anche io, cerco di raggiungerli o forse di evitarli, quindi corro, corro, corro e scappo. Ci provo, perlomeno.<\/p>\n<p>Se abbasso lo sguardo le mie gambe sono bloccate. A quel punto la nebbia diviene pi\u00f9 fitta del solito, nulla risulta visibile.<\/p>\n<p>Sono immobile, non ho mai corso. Non ne sono mai stata in grado. Forse non ho mai neanche camminato e questa citt\u00e0 \u00e8 solo una perfida illusione. Forse potr\u00f2 sembrare strana o priva di ragione perch\u00e9 dico di sentire il rumore di quei passi pi\u00f9 rapidi dei miei e che mi stanno superando.<\/p>\n<p>Ma dopotutto, come biasimarmi? In questa citt\u00e0 non rimane nient\u2019altro che nebbia, ed io la abito.<\/p>\n<p>Cammino ancora tra le sue vie, corro, inciampo nuovamente nei miei stessi passi. La citt\u00e0 di nebbia mi tiene in trappola e nessuno sembra aver notato la mia mancanza. Nessuno ascolta il silenzio della mia citt\u00e0 di nebbia, nessuno presta attenzione.<\/p>\n<p><strong>Marcella Scardamaglio<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Camminare<\/p>\n<p>Facile camminare in compagnia<\/p>\n<p>rido, parlo con gli amici<\/p>\n<p>e i miei mostri vanno via<\/p>\n<p>allento il nodo che ho in gola<\/p>\n<p>la voce nella mia testa riposa<\/p>\n<p>sembra tutto pi\u00f9 leggero<\/p>\n<p>il mondo appare meno nero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Difficile camminare da sola<\/p>\n<p>perch\u00e9 in quel momento la paranoia mi ingoia<\/p>\n<p>e i pensieri cominciano a far rumore<\/p>\n<p>come se fosse caduto un mattone<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi rifugio nello sguardo dei passanti<\/p>\n<p>mi chiedo se anche chi mi sta davanti<\/p>\n<p>abbia pensieri cos\u00ec pressanti<\/p>\n<p>siamo cos\u00ec diversi dagli altri?<\/p>\n<p>Mi interrogo facendo un altro passo avanti<\/p>\n<p>io che ho sempre la testa altrove<\/p>\n<p>che scappo da quel che sento<\/p>\n<p>senza neanche sapere dove<\/p>\n<p><strong>Clara Caprioli<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cammino sulla sabbia<\/strong><\/p>\n<p>Tuf&#8230; tuf&#8230; i piedi sprofondano nella sabbia.<\/p>\n<p>Tuf&#8230; tuf&#8230;quand&#8217;\u00e8 che il passo si \u00e8 fatto cos\u00ec pesante?<\/p>\n<p>Tuf&#8230; tuf&#8230;il calore li avvolge, tenere rocce.<\/p>\n<p>Tuf&#8230; tuf&#8230;piedi striati, dal tempo, dal sole,<\/p>\n<p>dalla vita, dal percorso<\/p>\n<p>che ogni passo lascia indietro<\/p>\n<p>per spingersi nell&#8217;intoccato.<\/p>\n<p>Tuf&#8230; tuf&#8230;non sempre lo furono,<\/p>\n<p>nemmeno ricordo che non lo fossero, ieri.<\/p>\n<p>Tuf&#8230; tuf&#8230; sprofondano prima veloci, e poi resistono i granelli collimati e&#8230;<\/p>\n<p>Tuf&#8230; tuf&#8230; \u00e8 un bel cammino, il nostro.<\/p>\n<p><strong>Sofia Marone<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nessuno, me compresa, si concentra mai su quest\u2019 attivit\u00e0. La maggior parte di noi non si rende neppure conto che camminiamo in tantissimi momenti importanti e non della nostra vita. \u00c8 un\u2019azione cos\u00ec scontata, cos\u00ec intrinseca e cos\u00ec primitiva in noi che nessuno si ferma mai a pensare al moto del suo compimento. \u201cCamminare\u201d in senso puramente pratico, indica un susseguirsi di passi, prima una gamba in avanti e poi l\u2019altra, fin quando non si arriva alla meta desiderata ed il passo \u00e8 costretto ad arrestarsi. Frequentemente noi procediamo nel nostro cammino da soli, ma spesso ad accompagnarci in realt\u00e0, ci sono i nostri pensieri. Dunque \u00e8 probabilmente durante i cammini pi\u00f9 solitari che ci avviciniamo di pi\u00f9 alla conoscenza di noi stessi: \u00e8 per questo che, al verbo che stiamo prendendo in considerazione dal principio di questo testo, non pu\u00f2 non essere associato anche un significato pi\u00f9 retorico. Il \u201ccammino\u201d simboleggia l\u2019avanzare e il progredire della nostra vita, nonostante tutto e tutti. Quando incontriamo un ostacolo su un sentiero, abbiamo due possibilit\u00e0: cambiare strada o aggirarlo, ed \u00e8 la stessa scelta che possiamo applicare nelle nostre vite. Ci\u00f2 che conta, \u00e8 non fermarsi prima di raggiungere la meta, provarci, e se ci accorgiamo di star andando nella direzione sbagliata, possiamo sempre tornare indietro e cambiare strada. E poi, \u00e8 probabilmente durante i cammini pi\u00f9 lunghi che si fanno gli incontri pi\u00f9 importanti, ed \u00e8 sicuramente nelle passeggiate pi\u00f9 solitarie che impariamo ad apprezzare i silenzi, spesso insopportabili, delle nostre vite.<\/p>\n<p><strong>Rita Cappabianca <\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Il cammino: esperienza totale. <\/strong><\/p>\n<p>Stupido pensare che sia possibile stare soli; infatti, soli non lo si \u00e8 mai, si \u00e8 costantemente in compagnia di se stessi, anche quando si teme di essersi persi all\u2019interno di quello spazio in cui gli esseri tentano di vivere. \u201cTentano\u201d perch\u00e9 si potr\u00e0 dire di star davvero vivendo soltanto dopo essere riusciti a riconoscere la propria intrinseca qualit\u00e0 di essere umani.<\/p>\n<p>Ci chiederemo vivere cosa?<\/p>\n<p>Un percorso, un sentiero, un cammino con una sola e indissolubile meta finale e tante, tantissime tappe minori. Un movimento costante, che per certi tratti sar\u00e0 condiviso con secondi, per altri, ci porter\u00e0 a sfidare l\u2019ignoto. \u00c8 possibile costituire il proprio percorso tramite la consapevolezza della qualit\u00e0 prima citata, che ci porta a formulare pensieri e a prendere decisioni che possano rendere il nostro percorso meno tortuoso, e l\u2019infinito cammino pi\u00f9 lieto.<\/p>\n<p>Chi smette di camminare, deliberatamente smette di decidere e, dunque, smette di vivere; c\u2019\u00e8 chi lo fa per poco, fermandosi in uno di quei sicuri centri di sosta che si trovano al lato della strada; c\u2019\u00e8 chi \u00e8 obbligato a farlo, impedito nel cammino da qualche tronco o da qualche masso, troppo pesante per essere spostato o troppo alto per essere superato; e infine c\u2019\u00e8 chi decide di farlo per sempre, consapevole o meno che in poco tempo si ritrover\u00e0 ad essere inghiottito dalla flora che prima contornava il suo sentiero.<\/p>\n<p>Eppure qualcosa ho imparato. Ho imparato che le lacrime, ad un certo punto, non si trattengono pi\u00f9. Ho imparato che le persone scappano quando pi\u00f9 fa comodo, quando \u00e8 pi\u00f9 semplice mollare. Che le promesse sono parole, solo e soltanto parole. Ho imparato a rimanere in silenzio. Ho imparato a mettermi in gioco e vincere. A mettermi in gioco e perdere. A non aspettarmi pi\u00f9 niente dalle persone che pi\u00f9 amo. Ho imparato a lasciar andare chi non vuole rimanere. Ho capito che la vita, a volte, la felicit\u00e0 te la fa pagare. Che se ti fermi un attimo, se smetti di camminare, anche solo per un secondo, nessuno ti aiuter\u00e0 a continuare. Ho continuato a camminare ed \u00e8 proprio grazie a banali passeggiate se sono riuscito a continuare senza l&#8217;aiuto di nessuno. Quando la situazione sembra sfociare nel peggio cammino e senza fermarmi mai trovo il mio posto, la mia vita, il mio essere al mondo.<\/p>\n<p><strong>Arcangelo Errichiello<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Le passeggiate sono molto rilassanti e piacciono a tutti, eppure sono tra loro diversissime. Il solo fatto di essere soli o in compagnia pu\u00f2 incidere profondamente sull\u2019esperienza della passeggiata e anche il luogo \u00e8 importante. Quando si \u00e8 da soli in un luogo conosciuto, come un museo o un centro storico, si scelgono delle opere o dei luoghi da visitare e osservare con calma, si pu\u00f2 perdere mezz\u2019ora anche solo per osservare una statua. Quando, invece, ci si ritrova in posti sperduti si pu\u00f2 ammirare la bellezza della natura, di una montagna o di un lago, ad esempio, e, in assenza di rumori forti, ci si pu\u00f2 perdere nei propri pensieri. Il vantaggio delle camminate solitarie \u00e8 il non avere pressioni: chi \u00e8 da solo, non dovendosi adeguare alle esigenze altrui, pu\u00f2 fare ci\u00f2 che desidera e dedicare a questo il tempo necessario. Le escursioni in gruppo, d\u2019altro canto, possono essere pi\u00f9 divertenti, ma sono anche piene di distrazioni: i membri di un gruppo, vadano essi un in luogo conosciuto o meno, dedicheranno buona parte del loro tempo a parlare e, dovendo fare tutti la stessa cosa, difficilmente avranno la possibilit\u00e0 di far durare le attivit\u00e0 quanto vogliono. Se una persona visitasse due volte lo stesso luogo, la prima volta con degli amici e la seconda da solo, alla seconda si accorgerebbe di dettagli e particolarit\u00e0 del posto che gli erano completamente sfuggiti durante la prima visita.<\/p>\n<p><strong>Pierpio Roccolano<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Durante il giro di presentazione del Cammino dei due vulcani tra il 3 e il 6 novembre 2022 nella provincia di Napoli, a Pomigliano D&#8217;Arco presso il liceo Vittorio Imbriani alcuni allievi ci hanno fatto dono di pensieri emersi inerenti i temi trattati quel giorno. Con gioia li condividiamo. 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